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Uranio impoverito: dibattito a Cagliari


Ieri la sala Cosseddu dell’Ersu in via Trentino a Cagliari ha ospitato la conferenza su “Le malattie della guerra che colpiscono i soldati e le popolazioni civili della Sardegna”, organizzata da diverse associazioni, tra cui il Cagliari Social Forum, Centofiori, Carovana della pace, Gettiamo le basi, Patria Sarda Terra e Populu, Ass.ne Luigi Pintor. Ha partecipato al dibattito anche la Senatrice Lidia Menapace, presidente della commissione d’inchiesta sull'uranio impoverito, che «dopo una fredda relazione sul suo ruolo come presidente e sulle scarse possibilità che gli esigui finanziamenti le lasciano– ha commentato Mariella Setzu, che ha preso parte attivamente alla tavola rotonda – ha parlato della poca collaborazione dei distretti e degli ospedali militari e di altre difficoltà». Alla senatrice è stato chiesto se avesse votato a favore dell'art.31 della finanziaria che sovvenziona gli Eurofighters, la fregata Moss, i due lanci di satellite per monitorare Asia, Africa e Medio Oriente in modo da controllare meglio le nostre missioni di peacekeeping. «Bene – commenta la Setzu - la senatrice ha risposto sì». L’accusa è chiaramente di ipocrisia, perché l'uranio impoverito e la strage silenziosa di Quirra e intorno alle altre basi militari sarde, e anche l'allargamento della base di Vicenza, dipendono dai programmi di riarmo e di guerra che la presidente della commissione ha appoggiato. Il clima si è poi surriscaldato quanto Ugo Atzori nel suo intervento finale ha detto «di essere più preoccupato per le vittime civili dell'uranio impoverito che per quelle militari». A quel punto non ha potuto proseguire perché un militare gli ha urlato contro e ha replicato «che non si può essere razzisti nei confronti dei militari, come non lo si può verso i rom e gli ebrei, concludendo che il governo è bene che duri almeno sino alla probabile vittoria dei democratici nelle presidenziali degli Stati Uniti».


16 / 12 / 2007



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