Umanizzare le cure: l'obiettivo della Asl 5
“Abbiamo trovato un’azienda sanitaria con una salute normale, anche se non ottima, e non ci possiamo lamentare”.
Questo il bilancio generale dei primi quattro mesi di attività del nuovo direttore generale della Asl 5 Bruno Palmas.
“Le risorse non mancano – afferma – però vanno trovate all’interno del sistema. Tagliando le spese inutili, razionalizzando le prestazioni e le forniture.
Ad esempio, si fanno troppe radiografie e Tac, con un danno non solo al bilancio economico e alle liste d’attesa, che si allungano, ma anche alla salute.
Secondo un recente studio infatti l’aumento dei tumori è provocato anche dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, quelle appunto delle radiografie.
E una tac all’addome equivale a circa 700 radiografie.
Al di là dell’esempio, se si cercano gli sprechi e si utilizzano le risorse in modo appropriato - conclude -si possono fare molte cose”.
Come ad esempio l’iniziativa “Natale Insieme” che è stata presentata questa mattina, nella prima conferenza stampa della nuova dirigenza.
Un cartellone di spettacoli e appuntamenti culturali che si svolgeranno dal 17 dicembre al 6 gennaio nei tre distretti di Oristano, Ghilarza e Bosa.
Aprirà la rassegna il coro della scuola Elementare di Via Bellini, nella Capella del San Martino.
A Bosa, il 23 dicembre, partirà la rassegna “Sulla via dei Re Magi”: un circuito di oltre trenta presepi, realizzato su iniziativa degli ospiti della Casa Famiglia di Ales.
Nelle corsie degli ospedali si esibiranno anche i Gianas, i tenores di Neoneli e la compagnia cagliaritana Cada Die.
Gli spettacoli sono gratuiti e ovviamente aperti a tutti, in modo da invitare la cittadinanza a trascorrere qualche ora di queste feste natalizie insieme ai pazienti ricoverati.
Tutti gli artisti, occorre ribadirlo, hanno aderito all’iniziativa senza scopo di lucro, in modo assolutamente volontario.
Il cartellone di Natale è solo una delle iniziative per tentare di umanizzare le cure e i luoghi di cura.
In programma anche una nuova cartellonistica negli ospedali, un corso di formazione per il personale in modo che sia “educato” all’accoglienza del malato.
Ai futuri degenti degli ospedali della Asl 5 verrà fornito un kit di accoglienza con piccoli oggetti per l’igiene personale.
Sarà allestita una biblioteca in reparto, che sarà gestita da volontari.
Sempre i volontari svolgeranno un servizio di accoglienza per chiunque entri in ospedale, in modo da aiutare il cittadino ad orientarsi tra ambulatori, reparti e front-office.
Insomma un restyling del modus operandi del personale, in modo da rendere più umano il rapporto tra medico e paziente, provare a strappare un sorriso ai ricoverati e rendere meno opprimente la permanenza in ospedale.
Tanti piccoli gesti che lanciano un chiaro messaggio: vogliamo curarti come individuo e non come un anonimo paziente.
L’attenzione alla persona è presente soprattutto anche nelle nuove sale parto, che avranno il nome di una località marina.
Penisola del sinis, Is Arutas e Capo Mannu. E in ciascuna ci sarà la rispettiva foto: una gigantografia appesa alla parete, per rilassare la partoriente.
Il nido resta separato, ma almeno, allo stesso piano delle mamme. In futuro, afferma Palmas, vorremmo che il bambino stesse nella stanza della mamma. Per ora comunque saranno aumentate le occasioni di contatto tra il neonato e la mamma.
Oggi è iniziato il trasloco nel nuovo reparto, che sarà concluso entro la settimana.
15 / 12 / 2008
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Il canto delle sirene
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Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
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