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Strumenti in Mostra a Ghilarza
Il curatore degli strumenti etnici, è cileno. Alle percussioni africane, un musicista del Senegal. I liutai sono di Sanluri e di Roma. Per gli strumenti a mantice, invece, un esperto dell'Abruzzo. Un'equipe internazionale che, sotto la direzione artistica di Bruno Camera, ha fatto tappa alla Torre Aragonese in occasione del Mese della Cultura di Ghilarza. In mostra, circa quaranta strumenti che non vengono semplicemente esposti, ma raccontati e utilizzati: in ciascuna delle sei postazioni, organizzate per tipologia, il curatore spiega ad esempio la storia del charango del sudan o del bouzouchi greco. Le chitarre classiche e storiche sono infatti affiancate da quelle etniche. Oltre al tradizionale pianoforte e agli strumenti ad arco, anche launeddas e organetti.
Il destinatario dell'iniziativa, un pubblico di giovanissimi: le ragazze della casa famiglia di Ghilarza, che ieri sono rimaste incantate ad osservare i particolari degli strumenti, e gli studenti delle scuole medie ed elementari, che questa mattina hanno seguito con attenzione tutte le performance. Il prossimo appuntamento del Mese della cultura è domani, alle 19, sempre alla Torre Aragonese, per il reading di musica e poesia del gruppo Random. Sabato prossimo invece inaugurazione dell'Agorà Multimediale con la mostra Abitare la Musica.
04 / 10 / 2008
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