Parola d’ordine, ironia.
Nessuna ampollosa intenzione d’erudizione di tipo elitario.
Semplicemente, uno spazio aperto sulla creazione.
È la rassegna STORIE DI PROVINCIA, che vuole dare risalto a storie semplici, divertenti, simpatiche: di provincia, appunto.
A ospitare la neonata iniziativa, il centro servizi culturali di Oristano.
Per la prima edizione, è stata scelta una forma espressiva che è, di per sé, intrinsecamente ironica: il fumetto.
Più che una scelta, però, raccontano gli organizzatori, è stata una conseguenza: sono stati i giovani autori a proporsi e, conformemente allo spirito di un’arte libera, nessuno ha selezionano nessuno.
Gli ideatori di questa rassegna, un gruppo di giovani, che hanno a cuore l’arte e la promozione degli autori emergenti. A questo scopo hanno dato vita all’associazione Pecora nera.
In mostra, 14 tavole, di sette autori diversi.
Hanno tra i 18 e i 35 anni.
Nessuno di loro ha mai pubblicato, se non su qualche blog online.
Una scommessa dunque. Per arginare quelli che sono i circuiti tradizionali dell’arte e che escludono a priori chi si affaccia in modo timido in questo settore.
Madrina della manifestazione, una professionista: Bettina Brovelli è intervenuta per incoraggiare gli emergenti, ma anche per metterli in guardia sulle difficoltà: tutti riescono a far piangere, mentre è molto più difficile riuscire a far ridere i lettori.
L’arte come fumetto quest’anno è stata abbinata all’arte del cortometraggio. Uno strumento difficile, come ha ricordato il regista Antonello Carboni: i tempi della narrazione sono molto più stretti e se non c’è una buona sceneggiatura, tutta l’impalcatura crolla. Come in un cantiere dove c’è il direttore dei lavori ma non c’è l’architetto.
L’associazione pecora nera invita tutti gli artisti a tirare fuori dal cassetto le proprie opere, ma soprattutto, li esorta a comunicare idee e suggerimenti per future iniziative. Pecora nera si trova online su facebook e su myspace.
04 / 12 / 2010
Asuni film festival e Osvic All`interno della programmazione dell`Asuni film festival (per il programma completo clicca qui), l´Osvic terrà un laboratorio didattico per ragazzi ´Un`altra Romania´, nei locali dell`Hospitalis Santi Antoni, venerdì 2 marzo....
Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
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