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Scoperta l'origine della Sartiglia


La Sartiglia si correva a Oristano già nel 1546. Un documento conservato nell’archivio comunale di Oristano riporta indietro di almeno 26 anni la testimonianza ufficiale più antica sulla giostra equestre. L’archivista paleografa Ilaria Urgu, dipendente della Cooperativa La Memoria Storica che ha in gestione la sala studio dell’archivio storico del Comune di Oristano, ha effettuato la scoperta in un registro di consiglieria datato 1547-48 in cui si parla di una Sortilla organizzata in onore dell’Imperatore Carlo V. "Nei conti del clavario (l’economo dell’epoca) Giacomo Vilesclars, datati 1 dicembre 1546 si fa riferimento alla liquidazione di 1 Lira, 4 soldi a favore di Nicolao Pinna per la fornitura di un drappo di tessuto nero per la Sortilla organizzata per festeggiare l’imperatore, che nel giugno 1535 e nell’ottobre del 1541 visitò le città di Cagliari e Alghero dove vennero allestite due grandi spedizioni militari contro Tunisi e Algeri” osserva Ilaria Urgu.

Dalla lettura di queste annotazioni contabili, sembrerebbe di comprendere che la Sortilla era stata organizzata per festeggiare le gesta dell’imperatore, impegnato, in quegli anni, ad arginare la minaccia turca prima e nella guerra contro i protestanti poi – evidenzia Ilaria Urgu –. Era infatti tradizione radicata nella cultura iberica organizzare delle Sortillas all’interno di festeggiamenti, in occasione di nascite, ascese al trono o per l’arrivo di un re. Questa consuetudine si è conservata per parecchi secoli, tanto che in epoca Sabauda, nel 1829, in Sardegna l’arrivo di Carlo Alberto, Principe di Carignano, fu accompagnata dall’organizzazione di una Sortilla”. Secondo l’archivista oristanese è comunque possibile che la Sortilla di cui si parla sia addirittura precedente di qualche anno: “Non è detto, infatti, che il pagamento sia riferito all’anno in corso, ma a forniture e lavori effettuati negli anni precedenti”.

Il documento, al momento, è la più antica testimonianza della Sartiglia conservata nell’archivio civico. Nel 2006 alcuni studi condotti nell’archivio storico comunale avevano permesso di fissare la data della Sortilla nell’anno 1572; era stata infatti scoperta un’altra nota di pagamento del 3 marzo 1572 per una lancia fatta realizzare in occasione di una Sortilla. Oggi, si compie un altro salto indietro nel tempo, fino al 1546.

Il registro offre qualche altra curiosità – aggiunge Ilaria Urgu -. In esso si fa riferimento, ad esempio, al pagamento di drappi occorrenti per i palii che si correvano all’epoca o a una fornitura di pane, vino e carne necessari all’approvvigionamento delle galere del Principe Doria, ammiraglio della flotta di Carlo V di passaggio nelle acque oristanesi. Inoltre, si riporta il pagamento di una quantità di pesce acquistato per la venuta di Don Blasco, con ogni probabilità Don Blasco Alagon, esponente della feudalità sarda che seguì l’Imperatore nelle sue campagne. E ancora lo stesso registro conserva le note delle spese sostenute dalla città per i rifornimenti alimentari necessari per la visita del vicerè e della viceregina Cardona. Sono elementi e curiosità che offrono allo storico e al ricercatore spunti di indagine e di approfondimento”. Questo nuovo elemento conferma l’importanza e il valore della documentazione conservata nell’archivio storico comunale di Oristano, che custodisce e mette a disposizione oltre ai Registri della Consiglieria altri documenti come i provvedimenti emanati dai re e vicerè, la corrispondenza, i donativi e i capitoli di corte fondamentali per lo studio dei rapporti tra la città e i campidani e il potere centrale, o gli atti della Clavaria Civica e il libro dell’Amostassen per l’indagine e l’analisi dell’economia dell’epoca, offrendo testimonianze non solo per la storia moderna, ma anche per lo studio dei diversi aspetti della società dell’epoca risorgimentale e contemporanea.


21 / 06 / 2008



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