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Scavi Sa Osa: un sito inedito con reperti nuragici mai ritrovati finora


Per proporre ricostruzioni precise è forse troppo presto, ma formulare ipotesi non solo è lecito, bensì doveroso. Dopo una prima lettura dei materiali, dunque, gli archeologi che hanno partecipato agli scavi di Sa Osa, nell’area del ponte di Brabau, a ridosso di Torre Grande, tracciano un quadro provvisorio: i reperti risalgono a 3200 anni fa.

Grazie all’abbondanza e alle diverse tipologie di oggetti rinvenuti, sarà possibile ricostruire il paesaggio della valle del Tirso nell’età del bronzo. Semi d’uva e di fico, residui organici, per la prima volta pesce: tutti materiali che possono dare indicazioni sulle abitudini alimentari dei nostri antenati. Preziosissimi strumenti in osso documentano invece l’abilità manuale dei nuragici, che non erano dediti solo alla lavorazione artigianale, ma anche industriale.

Ieri mattina, nella sala giunta della provincia di Oristano, sono stati presentati ufficialmente i primi risultati. L’archeologo della soprintendenza ha diretto i lavori del cantiere di Sa Osa, coordinando una squadra di 4 archeologi e 4 operai.

Ora si prospetta l’ipotesi di ampliare la squadra, cercando la collaborazione degli operatori dei beni culturali delle due cooperative di Cabras e Oristano. Proprio ieri il presidente della provincia Pasquale Onida ha incontrato l’assessore regionale alla cultura Lucia Baire per prospettare questo accordo.

L’amministrazione provinciale dovrà comunque procurare altri 220 mila euro per finanziare la prima squadra di specialisti che ha portato avanti i lavori fin’ora.

Il completamento della strada, può attendere. Anche perché, sono ormai trent’anni che è in costruzione. Quattro mesi in più di sosta, questo il tempo necessario per il completamento dello scavo, non cambieranno nulla per la viabilità, ma saranno un grande passo per la nostra cultura e la nostra civiltà.

10 / 06 / 2009



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