Roma: mostra di pittura tra paesaggio e psiche
PAESAGGI DELL’INCONSCIO: è la Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea si terrà a Roma dall'8 al 17 novembre.
Analizzare la ricerca artistica contemporanea imperniata sul tema del paesaggio emotivo: questo il progetto di Sabrina Falzone, Critico e Storico dell’Arte, in collaborazione con la Galleria d’Arte Il Bracolo dove si terrà l'esposizione.
Tantissimi gli artisti selezionati: la scelta è proiettata verso l'eterogeneità culturale e stilistica degli artisti esponenti. Alcuni provengono da stati esteri come la croata Ivanka Dukiæ, la romena Lia Pascaniuc e Paola Colleoni di origini argentine.
“Le loro opere ci svelano i misteri dell’inconscio nell’impiego di un cromatismo di parvenze zaffiro, intriso di essenze cosmiche - spiega Sabrina Falzone - Un tonalismo incorporeo dalle sfumature turchine si apre sul confine pittorico di Silvia Dotti, Annamaria Girardi e Marco Graglia. È il linguaggio occulto dell’anima, che dà vita ad un’indagine esistenziale stratificata.
Le note celesti della loro pittura emotiva si sedano nella ricerca aleatoria di Aldo Carnevale, Ernesto Ponsiglione e Morogallo. In essi il segno si affievolisce nella pace dello spirito, acquistando una delicatezza pittorica, caratterizzata da sobrie velature e pure trasparenze.
Tinte celesti affiorano in tutta la propria comunicabilità anche dalle opere d’arte di Candida Scanu, Paul De Haan e Alfredo Avagliano, in cui accarezzano chiose surreali.
La ricerca dell’inconscio diventa uno straordinario elogio cromatico nei lavori di Marialuisa Sabato e Massimo Mugavero. I loro quadri ci parlano di un edonismo catartico, ci raccontano l’amore per la vita, un sentimento che s’intravede nella produzione di Angelo Zuena che sorprende con le sue pulsioni teoriche e astratte.
Un tonalismo caldo si fa strada sull’orizzonte formale di Giorgio Ferrari, per poi permeare copiosamente sulla tela di Sara Calvano. Come diramazioni brune dal tratto concitato, i paesaggi dell’inconscio di Daniela Sersale e Zoom aleggiano su uno spazio violaceo, estremamente sfaccettato che risveglia i territori della mente umana. D’altro canto, le opere di Nemo, Paolo Di Stefano e Antonio Esposito contemplano un dialogo silenzioso tra chiarori e oscurità, tra l’io e l’altro in un complesso tessuto di relazioni psichiche”
13 / 10 / 2008