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Rifiuti: notte di scontri a Cagliari


La violenza degli ultras che si mescola con la contestazione per l’arrivo dei rifiuti campani: una miscela esplosiva che è detonata questa notte a Cagliari, messa letteralmente a ferro e fuoco.

La scalinata della Basilica di Bonaria è stata rimossa per ricavare pietre da lanciare alla polizia, che a sua volta ha risposto con cariche e lancio di lacrimogeni nel tentativo di disperdere i dimostranti, allontanare i violenti che si erano immischiati nella folla e difendere la villa del governatore Renato Soru, “colpevole” per non aver concertato con i sindaci e i presidenti delle Province un fronte unico di solidarietà per i rifiuti di Napoli.

«Non manifestavano politicamente e non sanno nulla o quasi dei rifiuti campani, della camorra, dei rifiuti sardi che pure esportiamo in grande quantità», ha detto scritto Claudio Cugusi.

Tra la folla infatti c’erano i teppisti «che odiano i napoletani dalla sfida salvezza contro il Piacenza, quando i cagliaritani furono ignobilmente aggrediti da tifosi partenopei e pestati selvaggiamente».

Il risultato è stato «un cameraman pestato, il fotografo Giuseppe Ungari ferito a un braccio, il fotografo Riccardo Tenti picchiato e derubato dell'attrezzatura, ragazzi contusi nelle cariche della polizia, il gazebo del Mediterraneo incendiato insieme a diversi cassonetti di viale Diaz».

Inizialmente erano tre i fronti dello scontro, tutti intorno a Bonaria. Poi i tafferugli si sono spostati al di sotto della scalinata di fronte al sagrato, in piazza dei Centomila e nel frattempo sono arrivati anche i rinforzi dei carabinieri.

Quella che era nata come una semplice dimostrazione in seguito a un passaparola via sms (lancio di spazzatura nel cortile della villa di Soru) si è così trasformata in vera guerriglia da stadio.


12 / 01 / 2008



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