Ricordo di Cesare Zavattini
Dal 25 giugno, in occasione del ventennale della morte di Cesare Zavattini, Cagliari ricorda l’artista con una mostra fotografica e una rassegna di film. L’iniziativa è della Società Umanitaria - Cineteca Sarda, in collaborazione con la FICC – Federazione Italiana dei Circoli del Cinema, il comune di Cagliari, assessorato alla Cultura, l’Archivio Cesare Zavattini - Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia; Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale di Roma. L’evento si protrarrà fino al 3 agosto 2010.
LA RASSEGNA CINEMATOGRAFICA si snoda in 5 appuntamenti nel salone della Società Umanitaria in viale Trieste, 126, alle 20,15. e in altrettanti 5 appuntamenti al Teatro civico di Castello, con proiezioni alle 21,00.
LA MOSTRA FOTOGRAFICA è allestita nell’Antico Palazzo di Città in piazza Palazzo 6. È aperta tutti i giorni, fino al 18 luglio, con i seguenti orari: 9.30-13.30 // 16.00-20.00 La mostra Cantiere Zavattini – curata da Orio Caldiron e Matilde Hochkofler – ripropone in chiave fotografica l’opera cinematografica di Cesare Zavattini, autore-personaggio, scrittore, giornalista, pittore, soggettista, sceneggiatore. Una delle figure più significative del '900, a cui si devono libri come “Parliamo tanto di me”, “I poveri sono matti”, “Io sono il diavolo”, “Straparole” e film memorabili quali “Sciuscià”, “Ladri di biciclette”, “Miracolo a Milano”, “Umberto D.” e insieme l'attiva di partecipazione al cambiamento del cinema e del mondo attraverso idee, progetti e iniziative di risonanza internazionale. La mostra consiste in un percorso che coglie i tratti essenziali dell’opera cinematografica di Zavattini, riconducendoli a 30 momenti fondamentali della sua vita e della sua attività.
29 / 06 / 2010
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Proiezioni al Teatro Civico di Castello
Martedì 29 giugno
I BAMBINI CI GUARDANO (1943), regia di Vittorio De Sica (90 min.)
Tratto da: tratto dal romanzo "Pricò" di Cesare Giulio Viola
Sceneggiatura: Zavattini, De Sica
Martedì 6 luglio
IL CAPPOTTO (1952), regia di Alberto Lattuada (85 min.)
Sceneggiatura: Cesare Zavattini, Alberto Lattuada
Martedì 20 luglio
L'AMORE IN CITTÀ (1953), di Michelangelo Antonioni; Federico Fellini; Alberto Lattuada; Carlo Lizzani; Francesco Maselli; Dino Risi; Cesare Zavattini (104’)
Sceneggiatura: Cesare Zavattini, Aldo Buzzi, Luigi Chiarini, Luigi Malerba, Tullio Pinelli
Martedì 27 luglio
L'ORO DI NAPOLI (1954), regia di Vittorio De Sica (118 min.)
Tratto da: L’oro di Napoli di Giuseppe Marotta
Sceneggiatura: Zavattini, Marotta, De Sica
Martedì 3 agosto
IL BOOM (1963), regia di Vittorio De Sica (95 min)
Sceneggiatura: Cesare Zavattini
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Proiezioni al Salone della Società Umanitaria
Venerdì 2 luglio
LA VERITÀAAA (1982), regia di Cesare Zavattini (90 min.)
Sceneggiatura: Cesare Zavattini
Giovedì 8 luglio
CESARE ZAVATTINI, regia di Carlo Lizzani (2003) (67 min.)
Venerdì 9 luglio
LADRI DI BICICLETTE, regia di Vittorio De Sica (1948) (93 min.)
Tratto da: Ladri di biciclette di Luigi Bartolini
Sceneggiatura: Zavattini, De Sica
Martedì 13 luglio
CINQUANTA RIGHE (DI TV DI ZA) CIRCAa cura di Ciro Giorgini
(Proiezione di estratti da Settimo Giorno, La Generazione del Cinema, Tv7, Buster Keaton Perché, Un’ora con..e la partecipazione di Zavattini a Il Musichiere)
Mercoledì 14 luglio
I MISTERI DI ROMA (1963), regia di Libero Bizzarri, Mario Carbone, Angelo D'Alessandro, Lino Del Fra, Luigi Di Gianni, Giuseppe Ferrara, Ansano Giannarelli, Giulio Macchi, Lorenza Mazzetti, Enzo Muzii, Piero Nelli, Paolo Nuzzi, Dino B. Partesano, Massimo Mida, Giovanni Vento, Gianni BisiachSoggetto: Cesare Zavattini
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Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Il canto delle sirene
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Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
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