Referendum nucleare: trionfo del sì
(comunicato del parlamentare pd Caterina Pes)
Referendum nucleare: dalla Sardegna uno schiaffo alla politica energetica di Berlusconi
Il clamoroso trionfo del SI al referendum regionale contro il nucleare, con un quorum che ha superato ben oltre la soglia del 33 per cento, è una bella vittoria per la Sardegna e per i sardi che hanno saputo, forse per la prima volta in maniera così compatta e massiccia, esprimersi in difesa della propria terra.
Questa è la vittoria da cui dobbiamo ripartire per mettere al centro delle nostre politiche l'ambiente e lo sviluppo sostenibile. Abbiamo lanciato – e lo dovremo rivendicare con orgoglio, di qui in poi – uno splendido segnale al governo di centrodestra sulla politica energetica che, lo diciamo una volta di più, deve puntare sulle fonti rinnovabili e lo deve fare in maniera saggia e oculata. Possiamo, per una volta, essere la bussola per l'Italia intera, che potrebbe essere chiamata alle urne il 12 e 13 giugno per il referendum abrogativo sul nucleare. Non abbassiamo la guardia, perché quella consultazione potrebbe essere la pietra tombale per l'atomo italiano.
E tuttavia anche se così non fosse, anche se non si tornasse alle urne per il referendum nazionale, la nostra vittoria resterebbe in piedi tutta intera, e prima di installare un solo reattore nella nostra isola, dovranno passare sulla nostra volontà, espressa così civilmente e fermamente.
A sporcare questo giorno di festa sono le scorrette dichiarazioni del governatore Ugo Cappellacci, che sta maldestramente tentando di appuntare i meriti della vittoria al bavero della sua giacca, scopertosi tardivamente un ribelle rispetto alle scelte calate dall'alto. Sia coerente fino in fondo, il governatore Cappellacci, e faccia la pace con se stesso. Sia coerente, perché a farci rivivere l'incubo del nucleare è stato il suo centrodestra, è stato il suo leader Silvio Berlusconi, che non meno di alcuni giorni fa ha dichiarato che il ritorno al nucleare in Italia era tutt'altro che tramontato e adesso è troppo facile salire tutti insieme sul carro del vincitore.
Questa vittoria è di chi ha creduto e scommesso fin dall'inizio sulla difesa dell'ambiente, sulla necessità di trovare una terza via, uno sviluppo sostenibile e rispettoso del territorio, di chi questa politica pulita l'ha dimostrata con i fatti, varando norme per la tutela del paesaggio, non di chi tardivamente l'ha cavalcata pur di recuperare un briciolo di credibilità ad un'immagine in caduta libera.
Caterina Pes
16 / 05 / 2011
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