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Primo premio: Carenas, di Francesca Balbo


Documentario. Una giornata con le guarda-barriera dei passaggi a livello delle Ferrovie della Sardegna: la loro vita, il loro lavoro, il rapporto con il tempo e lo spazio della Ferrovia. Il film inizia all’alba, con la prima corsa del treno e il viaggio assonnato e intorpidito della guarda-barriera verso il passaggio a livello. La catena che viene chiusa e aperta durante tutta la giornata fermando un traffico di macchine, trattori e animali è lo sfondo su cui si alternano i diversi personaggi. Ognuna delle guarda-barriera introduce uno degli aspetti di questa vita così bizzarra per chi non vi è immerso: la responsabilità, la ripetitività, il coinvolgimento della gestione famigliare nel lavoro, la solidarietà, l’ansia, le forme di socialità “interstiziale” declinate nel tempo che risulta tra un treno e l’altro. Ma anche le generazioni, i ricordi di un mondo che è cambiato radicalmente e di un lavoro che è rimasto identico, le prospettive per il futuro e la preoccupazione per i cambiamenti in corso.

Francesca Balbo, regista e montatrice milanese. Laureata in Scienze politiche a Milano si è poi diplomata in montaggio AVID alla Scuola di Cinema Televisione e Nuovi Media di Milano. Ha curato il montaggio di diversi cortometraggi e documentari, lavorando anche per la RAI. Tra le opere di cui ha firmato la regia ricordiamo la serie di documentari MESTRE 8 LUOGHI e il cortometraggio SENZA PERDERE LA TENEREZZA, premio “Avanti” al Murgia film festival di Gravina di Puglia nel 2008, primo premio al Circuito off Venezia nel 2008, premio Veneto Short e Onda Curta award RTP2 Videopolis di Padova nel 2008.

Motivazione della giuria: Un progetto e una storia tutta al femminile che va dalla memoria all’attualità, attraversando varie generazioni. Racconta la storia quasi sconosciuta delle guarda-barriere dei passaggi a livello delle ferrovie della Sardegna con un approccio originale: ci sono la storia, la dignità, la fierezza; e poi l’orgoglio, la forza, la convinzione e il sacrificio: tutti elementi che caratterizzano il lavoro. Le donne sono le protagoniste ma si confrontano anche con i loro colleghi uomini. Il progetto è ben scritto, con una ottima sceneggiatura ed una accurata scelta degli interpreti a garanzia di come sarà il film una volta realizzato.


13 / 05 / 2009




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Il canto delle sirene

Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più

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che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come

Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i

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