Premio Nigra 2009 a "Il canto scaltro"
"Il canto scaltro", il documentario di Michele Mossa e Michele Trentini sull'improvvisazione poetica campidanese, prodotto dall'Istituto Superiore Etnografico della Sardegna, ha ricevuto, per la sezione "antropologia visiva", il premio "Costantino Nigra" 2009, uno dei più importanti in Italia riguardante le discipline demo-etno-antropologiche.
Il premio, intitolato all'insigne statista e diplomatico, nonchè poeta, filologo e etnografo risorgimentale, si articola in otto sezioni ed ha cadenza biennale. Quest'anno è stato assegnato, tra gli altri, anche a Ermanno Olmi e Marc Augè.
La cerimonia di premiazione si terrà il prossimo 21 novembre a Castelnuovo Nigra (To).
Il documentario di Mossa e Trentini, è stato realizzato grazie a un finanziamento legato al concorso AViSa 2007, bandito dall'Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna per la promozione dell'Antropologia visuale.
04 / 11 / 2009
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Michele Mossa (Cagliari, 1971). Etnomusicologo. Si è laureato al DAMS di Bologna con Roberto Leydi e Pietro Sassu. Insegna nelle Scuole di Etnomusicologia dei Conservatori di Cagliari e Sassari. Ha pubblicato il CD-book Ovidio Addis, I canti del Monteferru (Nota 2003). Ha vinto il premio Avisa (Antropologia Visuale in Sardegna) nel 2005 e nel 2007. Con Michele Trentini ha realizzato il film Furriadroxus (ISRE 2005) premiato varie volte.
Michele Trentini (Rovereto, 1974). Si è laureato in sociologia all’Università di Trento e di Dresda, con una tesi d’indirizzo antropologico sul comunitarismo ecologista tedesco. Ha frequentato diversi workshop e seminari di cinematografia documentaria (tra gli altri con Francesco Marano, Vittorio De Seta e Gianfranco Pannone). Dal 2002 svolge attività di ricerca e conservazione dei beni demoetnoantropologici immateriali impiegando i metodi dell’etnografia e dell’antropologia visuale, presso il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina. Con Giovanni Kezich cura la rassegna di cinema etnografico “Eurorama”, sezione del Trento Film Festival. È autore di diversi documentari tra i quali "Furriadroxus" (ISRE 2005) realizzato con Michele Mossa, premiato in diversi festival, “Tre carnevali e ½” (MUCGT 2007) (Premio Nigra – Antropologia visiva 2007), Cheyenne, trent’anni (Trotzdem 2008) (Premio "Le Alpi" al Valsusa Film Festival).
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Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Il canto delle sirene
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Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
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