Premio Internazionale Olio Montiferru, edizione 2010
Quasi una settimana per assaggiare, degustare e scegliere i migliori.
Sul tavolo di lavoro, anche una mela, uno yogurt naturale o un limone, a seconda delle preferenze.
Si è chiusa così, nelle sale della camera di commercio di Oristano, la sei giorni di assaggi per la selezione degli oli che potranno partecipare alla gran finale del concorso internazionale del Montiferru, in programma il prossimo 27 febbraio a Seneghe.
Quattordici i membri della commissione, provenienti dalle regioni italiane a maggiore vocazione olivicola e dalla Sardegna.
124 le aziende in concorso e 162 i campioni di oli presentati.
Rispetto all’edizione 2009, si è registrato una diminuzione dei partecipanti.
Ma, come spiega l’ente camerale, ciò è dovuto all’annata non proprio ottima che ha influito sulla quantità dell’olio prodotto: sono rimaste fuori dalla gara dunque le aziende che non hanno raggiunto la produzione minima di 10 quintali, richiesta dal regolamento.
C’è però un dato positivo, che fa capire come, di questo concorso, si parli ormai anche al di là del confine italiano.
Quest’anno le aziende estere sono raddoppiate sia come numero che come provenienza.
Se l’anno scorso c’erano solo la Spagna e la Turchia, nel 2010 si sono aggiunte anche la Grecia e Israele.
La commissione ha ormai fatto il suo lavoro, ma sui risultati, vige il segreto più rigoroso.
Tra quindici giorni, però, tutti potranno scoprire chi è il campione del Montiferru, edizione 2010.
12 / 02 / 2010
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Il canto delle sirene
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Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
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dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
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che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
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tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
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