Poste italiane: 150 posti di lavoro a rischio
Pensionamenti anticipati, stabilizzazione dei precari bloccata, contratti a termine scaduti, assunzioni inesistenti: il risultato, è una carenza di personale che si traduce in carenza strutturale nel settore del recapito e della sportelleria.
L’azienda in questione è “Poste italiane”, che entro il primo aprile avrebbe dovuto rinnovare i contratti in scadenza.
E invece, in tutta la Sardegna sono150 i posti sono a rischio, di cui quasi un terzo solo nella provincia di Oristano.
La denuncia della grave situazione arriva dalle segreterie dei quattro sindacati Cgil, Uil, Sailp e Ugl.
La provincia di Oristano è quella che subirà in misura maggiore il contraccolpo.
Il motivo è l’alta presenza di uffici con mono-operatore: il numero più elevato di tutte le province sarde.
Nelle piccole sedi l’impiegato si occupa dunque della direzione così come di servire allo sportello, ma deve anche gestire le vendite, nell’area commerciale ormai presente in tutte le filiali.
Tradotto, significa che se l’unico dipendente si ammala, l’ufficio postale dovrebbe chiudere.
Contro questo stato di cose, i sindacati minacciano la mobilitazione generale e lo sciopero.
Le conseguenze ricadono infatti non solo sui lavoratori, che devono svolgere più mansioni e ricoprire gli incarichi dei colleghi che non sono stati assunti.
Subiscono danni anche i cittadini, che inevitabilmente usufruiscono di un servizio in cui la qualità non può raggiungere ottimi livelli.
01 / 04 / 2009
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