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Recesione
Marco Mattei, con la sua produzione pittorica dal titolo “Come mi vuoi”, propone il ritorno alla figurazione umana, in contrapposizione all’arte astratta che ha dominato la scena pittorica, e non solo, degli ultimi anni. La ricerca artistica di Marco Mattei ha come soggetto privilegiato la donna, che lui raffigura dormiente o in pose sognanti, nell’atto di contemplare se stessa attraverso uno specchio, quasi in un atteggiamento di autoerotismo onirico, o nel guardare verso di noi, e contemporaneamente lasciandosi ammirare; è un vero e proprio omaggio alla donna e alla sua femminilità, mai volgare, anche nei nudi, ma delicata, morbida e sensuale. La sua è un’operazione importante e ambiziosa: il ritorno alla “semplicità” della figura umana, in contrapposizione alle complicazioni culturali ed estetiche dell’arte astratta, è la chiave che egli propone per riscoprire nel corpo femminile l’ideale estetico di bellezza, insieme arrivando ad indagare l’anima della donna, ciò che di più misterioso e intrigante esiste; egli rimette al centro dell’attenzione la donna, esaltandone l’importanza e il ruolo come il fulcro e l’origine del messaggio di vita della natura. Ma tutto ciò sarebbe impossibile e risulterebbe pretenzioso senza un figurativo tecnicamente importante che Marco Mattei, invece, possiede. La sua è una tavolozza fatta di pochi colori acrilici, che stende su supporti rigidi, come l’mdf, e giocando con luci ed ombre del monocromatismo pittorico, riesce ad ottenere le tonalità e le sfumature di colore che completano il paesaggio psicologico e ambientale nel quale risultano immerse le figure ritratte. Tutte le opere sono percorse da segni che sembrano graffi su una pellicola antica che esce dopo tanto tempo da una soffitta impolverata; è la riscoperta della figura umana, in particolare della donna, ritratta con una tecnica figurativa nuova e moderna, adatta ai tempi che viviamo, non impolverata ma riadattata. Marco Mattei ha trovato una formula espressiva personale e nuova, che fa l’occhiolino al fumetto e alla street-art, creando così un nuovo linguaggio figurativo, reinventato, miscelato e riproposto in una formula nuova, fresca e vitale. Ma mentre la street-art è l’evoluzione del graffitismo, la sua non è semplicemente l’evoluzione del fumetto, bensì egli si serve di alcuni profili del linguaggio fumettistico, rielaborandoli allo scopo di percorrere una strada del tutto personale, trovando una nuova via della figurazione.
25 / 05 / 2010 |