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Pari opportunità in ambito sportivo


Quando si parla di pari opportunità, la risposta del pubblico, maschile e femminile, in termini di partecipazione, è sempre positiva. Ma questa volta non si è parlato delle solite disuguaglianze, o meglio, non solo. Questa volta, il tema centrale del dibattito erano le pari opportunità in ambito sportivo. “Donna e sport” il titolo del convegno organizzato dal Comitato provinciale del CONI di Oristano, che ha registrato il tutto esaurito al teatro Garau. Anche perché al dibattito hanno partecipato relatori d’eccezione, tra cui Antonio Dal Monte, Direttore dell’Istituto di medicina e scienza dello Sport del CONI e Marisa Muzio, Docente di Psicologia dell’Università di Milano.

«Attraverso lo sport praticato, si possono e si devono testimoniare e promuovere i valori della parità delle opportunità, dell’uguaglianza dei diritti e della non discriminazione -ha detto il Presidente del Coni di Oristano Mario Baroli - Valori che non riguardano solo le donne ma l’intera società, dove le donne possono divenire motore di progresso, di garanzia e di pluralismo». Sul palco è salita anche la campionessa italiana Valentina Uccheddu, che ha parlato della sua esperienza in termini positivi, perché ha avuto la fortuna di incontrare un gruppo che le è sempre stato vicino e le ha consentito di crescere. «Tuttavia – ha detto – non si può negare che ci siano ancora grandi differenze, che il mondo dei tecnici sia molto maschile e che tra i dirigenti sportivi e negli organi decisionali le donne siano ancora pochissime».

Decisamente catastrofico, ma purtroppo reale, il quadro tracciato da Anna Oppo, Docente di Sociologia dell’Università di Cagliari: a parlare sono i dati del Report 2007 fatto dal Word Economic Forum: su 128 nazioni esaminate, l’Italia è all’ 84° posto per pari opportunità. Non si tratta di annullare le differenze, ma di valorizzarle perché solo così si garantiscono uguali possibilità di successo, nel lavoro come nello sport.

Antonio Dal Monte ha parlato del fenomeno del doping e della sua applicazione tra le donne che attraverso l’uso di sostanze dopanti cercano di raggiungere le prestazioni sportive degli uomini.

Citando i vari metodi dopanti, Dal Monte ha affronto anche il tema del doping genetico, che costituisce forse il più grave rischio per la salute dell’uomo. Ma ha difeso a spada tratta la ricerca scientifica che consente di raggiungere importanti risultati.

Il convegno si è concluso con il saluto del Presidente regionale del CONI Gianfranco Fara che ha lodato l’iniziativa del Comitato di Oristano e ha evidenziato come nello sport la presenza delle donne sia comunque ampia e qualificata e che «proprio la Sardegna, dove gli ultimi due assessori regionali allo sport sono donne, possa essere un esempio per tante altre realtà».

08 / 12 / 2007



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