Paesaggi Nuragici
Un incontro tra gli esponenti della cultura e quelli della politica per affrontare insieme un tema accattivante: il paesaggio nuragico, quello che ci cattura mentre distrattamente percorriamo una strada, e in un attimo ci ricorda le nostre radici profonde. Si inaugura così, con un convegno tecnico scientifico, ma aperto anche ai curiosi e agli appassionati, l’anno culturale nell’area del pozzo sacro di Santa Cristina. Organizzata dall’associazione di cultura popolare Guilcer Real di Paulilatino, alla tavola rotonda hanno partecipato archeologi, ricercatori e rappresentati delle istituzioni.
Al centro della discussione i recenti studi in rapporto alla legislazione vigente sul paesaggio, di cui ha parlato l’ingegnere Angelo Saba, presidente dell’associazione Guilcer Real.
Giacobbe Manca, archeologo e ricercatore, direttore della rivista “Sardegna Antica”, ha invece divulgato i problemi legati alla genesi, allo sviluppo e alla fine: sono diverse le prospettive teoriche sulla cronologia dei nuraghi, che si intrecciano nel percorso degli studiosi, completandosi.
Il paesaggio, diversamente da un’area archeologica, è più difficile da tutelare, perché il paesaggio comprende tutto l’orizzonte e non si può certo recintare o delimitare come un bene architettonico definito. Lo ha affermato Giovanni Azzena, soprintendente dei beni archeologici di Sassari, Nuoro, Oristano e Cagliari.
Uno sguardo infine è stato riservato allo stato dei beni culturali in Sardegna: Antonietta Boninu, della soprintendenza di Sassari e Nuoro, ha prestato una particolare attenzione soprattutto alle implicazioni del restauro e della conservazione per garantire la tutela senza violentare quella che è la storia originale dei monumenti.
14 / 01 / 2008