Onde anomale di Sartiglia
Una mostra inconsueta, fuori dai binari e dagli schemi.
Anomala, come recita il titolo.
Nella sala del centro servizi culturali di Oristano l’esposizione di arti visive “Onde anomale di Sartiglia” resterà allestita fino a dopodomani e farà da cornice a tutti gli appuntamenti della rassegna documentaristica giunta alla terza edizione.
Chi si aspettava di ritrovare la solita ritrattistica di cavalli bardati e cavalieri in costume, forse, è rimasto deluso. Chi invece era alla ricerca di diverse espressioni artistiche sulla giostra equestre, ha trovato tantissimo materiale e variazioni sul tema.
Oltre venti artisti hanno dunque offerto la loro chiave di lettura della Sartiglia, mettendone in evidenza aspetti differenti: chi ha sottolineato l’aspetto magico, chi l’aspetto agonistico, chi quello sacro e chi invece ha dato risalto al mistero. E poi, spazio anche all’ironia, senza dimenticare che la Sartiglia, prima di tutto e al di là di ogni implicazione teoretica, è una festa del popolo di Oristano.
08 / 02 / 2010
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GLI ARTISTI
Sandro Alessandro Giordano
Andrea Gennario Aversano
Anna Marchi
Paolo Marchi
Stefano Daga
Albachiara Orlando
Andrea Triverio
Sebastiano Atzeni
Lorella Mandis
Alberto Mandis
Valeria Murgia
Jole Serreli
Francesco Casale
Marco Scarpa
Gian Paolo Ruzzu
Tonino Mattu
Progetto Askos
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Gli altri appuntamenti della rassegna, tutti alle 17, nella sala del Centro Servizi Culturali di via Carpaccio, a Oristano:
- Domenica 7 febbraio, incontro – dibattito con “i cavalieri di fuori”: Dolianova, Sedilo, Paulilatino…
- Lunedì 8, proiezione del documentario “Senza Ferro”, di Giuseppe Casu
- Martedì 9, proiezione materiali fotografici e audiovisivi prodotti dall’Istituto superiore etnografico della Sardegna durante la Sartiglia del 2008
- Mercoledì 10, proiezione materiale audiovisivo custodito presso la Cineteca sarda società umanitaria (Sartiglia anni ‘50) e chiusura con una inedita conversazione tra Antonio Caddeo e Rafalele Sanna.
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Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Il canto delle sirene
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Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
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