Omaggio a Grazia Deledda
Come la nube sopra il mare. Definiva così la sua vita Grazia Deledda in un verso, e così si intitola l’ultimo libro a lei dedicato dalla scrittrice algherese Neria De Giovanni.
Dopo aver affrontato diversi argomenti legati direttamente ai testi deleddiani, come il mito, l’eros, la cucina o i personaggi dei romanzi, questa volta la protagonista del libro è proprio Grazia, che appare come donna determinata dalla forza del sogno e dal coraggio dell’ambizione.
La biografia è stata presentata nei giorni scorsi al teatro di Paulilatino che alla Deledda fu intitolato dalla compagnia del teatro instabile nel 1986, e che quest’anno ha deciso di celebrare l’unica donna italiana vincitrice del nobel per la letteratura con una tre giorni ricca di appuntamenti.
Ha aperto la rassegna la pellicola “La grazia ritrovata”, di Aldo De Benedetti, nella versione curata da Sergio Naitza con le musiche di Romeo Scaccia.
Neria De Giovanni ha incantato il pubblico con gli aneddoti sulla vita, il carattere e l’indole affascinante della scrittrice sarda, mentre il documentario “I fuochi dentro”, di Antonella Ibba, ha illustrato il contesto storico nel quale visse la Deledda.
Il film di Aldo Sicurella, “L’edera antica”, tratto dal romanzo “La madre”, ha infine chiuso il ciclo di incontri.
30 settembre 2007
Pagine correlate libri
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'Omaggio a Grazia Deledda '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Ondeculturali scrivere all'indirizzo email silviadorascenzi@yahoo.it
Link e bibliografia
Link utili per approfondire il tema libri testi
Segnala un sito/link di approfondimento
|
|
|
|
|
LIBRI Altre pagine sugli argomenti
|
|
|

Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Il canto delle sirene
|
Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
|
|
|

|