Nuove sedi Cia nel 2009
Un inserimento capillare nel territorio per sostenere al meglio gli allevatori e gli agricoltori della provincia di Oristano, con consulenze fiscali, assistenza legale o indicazioni per le pratiche burocratiche.
È l’obiettivo, per il 2009, della confederazione italiana agricoltori, che ha già avviato il programma per aumentare le potenzialità del territorio attraverso l’apertura di nuove sedi periferiche.
Il primo taglio di nastro lo scorso 13 gennaio, a Busachi.
La sede, coordinata dal dirigente Gianni Orrù, è aperta ogni martedì dalle 9 alle 13 e il pomeriggio dalle 15 alle 18.
A breve saranno inaugurate anche le altre tre sedi della rete del Barigadu.
Ci sarà un punto di riferimento della Cia ad Ardauli, Neoneli e Nughedu Santa Vittoria.
Tutta la rete avrà il supporto operativo del presidente provinciale della Cia Serafino Mura.
Oltre all’assistenza per il disbrigo di pratiche di ogni genere, verranno attivati, in ciascuna filiale, corsi di formazione e informazione.
Gli addetti ai lavori saranno inoltre seguiti nell’iter per il conseguimento della certificabilità e della sicurezza aziendale.
Ad alcuni servizi, come, ad esempio, quello di consulenza per pratiche INPS, INAIL e INPDAP, potranno accedere non solo gli operatori del settore zootecnico ma tutti i cittadini.
L’iniziativa dell’associazione di categoria punta dunque a una politica di sostegno delle zone interne, in modo da dare risposte concrete, consolidando iniziative già avviate dalla Cia come sulla carne Melina, sui cereali, le officinali, l’olio, il vino, le vendite dirette e l’incentivo del consumo di prodotti locali.
17 / 01 / 2009
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Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Il canto delle sirene
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Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
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