Nucleare, Pes: "Il governo non è chiaro"
«Quella del Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola è una risposta insoddisfacente, che lascia ancora aperti tutti gli interrogativi sulla possibilità di realizzare in Sardegna centrali nucleari o impianti di stoccaggio delle scorie».
E' così che l'On. Caterina Pes commenta la risposta del Governo all'interrogazione avanzata dai deputati sardi del Partito Democratico, in cui si chiedeva espressamente al Ministro di confermare o rigettare l'ipotesi – avvalorata da un dossier Enel – che l'Isola fosse fra le regioni designate a ospitare uno o più siti atomici.
«Il Ministro non conferma né nega l'ipotesi, ma si limita a riassumere i contenuti del Decreto legislativo sulla materia, senza mai entrare nel merito di ciò che gli è stato chiesto – osserva l'On. Pes – Noi chiedevamo infatti di rendere pubblica la lista dei siti su cui il Governo intende realizzare le centrali e di dire se la Sardegna era o no fra questi, e a questo quesito non è stata data alcuna risposta. E' più che evidente che Palazzo Chigi nicchia».
«Scajola, a giustificazione dell'impossibilità di rispondere alla nostra domanda, accampa il fatto che prima di arrivare a stilare l'elenco dei siti nucleari è necessario affrontare una serie di adempimenti burocratici. Ebbene – prosegue il deputato del PD – se formalmente il Ministro dello Sviluppo Economico non è oggi in grado di rendere pubblica la “lista nera”, come ha fatto alcuni mesi fa, guarda caso in piena campagna elettorale, a smentire pubblicamente – con tanto di dichiarazioni pubblicate sulla stampa – che la Sardegna vi fosse inclusa? Il Ministro riconfermi le sue parole di allora, le riconfermi ufficialmente, nero su bianco, o saremo costretti a pensare che si è trattato di pura boutade elettorale da tradire a urne chiuse».
Nessuna rassicurazione, dunque, arriva dal Governo: l'on. Pes invita a non abbassare la guardia perché « la Sardegna resta, per assetto idrogeologico, scarsa popolosità e ampia disponibilità di miniere in disuso, il luogo ideale, dal punto di vista tecnico, in cui realizzare centrali o stoccare le scorie, magari dietro il miraggio di una manciata di posti di lavoro». «Ma noi non siamo in vendita – dichiara con fermezza il deputato – la Sardegna ha già pagato con le servitù militari, con le miniere, con l'ultima e più recente beffa del G8 scippato alla Maddalena: non vogliamo continuare a pagare».
«Per giunta, il nome più accreditato ad ospitare un sito nucleare è quello di Oristano, la provincia economicamente più svantaggiata dell'isola – sostiene la Pes – Realizzare qui una centrale significherebbe uccidere definitivamente la sua speranza di far decollare il turismo: lo sviluppo sostenibile non passa certo per una centrale nucleare».
28 / 01 / 2010
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