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Nucleare o solare?


Troppa CO2. Se continuiamo così, gli scenari che si prospettano sono catastrofici. L’anidride carbonica è come una coperta per la terra. L’effetto, è il surriscaldamento del pianeta.

Per ora siamo a quota più 2. Se arrivassimo a più 5 gradi, tutti i ghiacciai si scioglierebbero e il livello del mare si innalzerebbe di 75 metri. Oristano, non esisterebbe più. L’85 per cento dell’energia prodotta da combustibile fossile deve essere convertita: questo l’unico dato certo e sicuro.

Le alternative, sono il nucleare e le energie rinnovabili. Per mettere le due possibilità a confronto, la provincia di Oristano ha organizzato un convegno, invitando ricercatori, fisici e studiosi.

A favore della centrale nella piana di Cirras, lo studioso dell’università di Cagliari Paolo Randaccio: “La centrale nucleare non produce anidride carbonica e crea invece molti posti di lavoro”.

Il primo limite, però riguarda i costi: per la ricercatrice Vania Statzu, della facoltà di economia di Cagliari, gli studi più recenti dimostrano come costruire una centrale nucleare sia molto più costoso di una centrale a carbone. Senza contare poi i costi per la sanità: i problemi di salute che crea il nucleare comportano servizi in più per la Asl e dunque aggrava le finanze dello stato, nelle nazioni ove c’è la sanità pubblica, ovviamente. “Al momento l’energia più conveniente in termini economici – spiega Vania Statzu- è l’eolico. Però il solare sta facendo passi da gigante e nel giro di 15 anni potrebbe essere più proficua”

Le energie rinnovabili, in particolare il solare termico e il fotovoltaico, solo le migliori anche per il fisico Michele Saba: “Attualmente il sole è l’unica fonte di energia in grado di dare energia a tutta la popolazione e per un arco di tempo non finito. Quindi è una fonte democratica oltre che pulita”. Il fisico Saba ha calcolato che in Sardegna, per soddisfare in nostro fabbisogno energetico, basterebbe un impianto fotovoltaico di 64 km quadrati. Davvero poco.

06 / 12 / 2010



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