Nicole Leghissa, Paolo Rumiz: il documentario sul Congo all'Unla di Oristano
Un documentario d’eccezione. Per i protagonisti. Per la storia. Per le immagini. Il Centro servizi culturali Unla non delude mai, ma questa volta offre ai suoi visitatori un filmato davvero prezioso. Si tratta di una pellicola realizzata da Nicole Leghissa, con la preziosa collaborazione di Paolo Rumiz , prodotta dalla Tico Film Company e da Settimarte. "La debole corrente (Da Brazzà a Sassou-Nguesso: esplorazione e saccheggio nel bacino del Congo": questo il titolo del documentario che verrà proiettato lunedì 23 marzo, alle 18. Il documentario sarà presentato da Virginia Pisano e Pietro di Serego (pronipote dell'esploratore), ricercatori che hanno collaborato alla realizzazione del documentario. L’appuntamento, come sempre, è nella Sala proiezioni di via Carpaccio, a Oristano.
20 / 03 / 2009
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Friuli - seconda meta' dell' Ottocento. Il giovane rampollo di una famiglia aristocratica parte alla scoperta delle macchie bianche sull' Atlante e delle terre incongnite d' Africa. Si chiama Pietro Savorgnan di Brazza'. E' un idealista, un esploratore "a piedi nudi". Un Lawrence d' Arabia italiano.
Brazzaville, Repubblica del Congo - ottobre 2006. Il dittatore Denis Sassou Nguesso inaugura un fastoso mausoleo in marmo di Carrara dedicato all' esploratore. Ma dietro il taglio dei nastri e le belle parole, si nasconde qualcosa...
Ieri era il caucciù , l' avorio, il legno. Oggi è il petrolio. Una storia romantica di ieri che svela l' atteggiamento cinico dei poteri forti di oggi.
Nella storia delle conquiste coloniali, Pietro Savorgnan di Brazzà (Roma, 1852 - Dakar, 1905) è stato l’unico esploratore a conquistare un impero senza spargimenti di sangue, con la fiducia e la pace, e l’unico di cui una capitale africana, Brazzaville, porti ancora il nome.
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Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Il canto delle sirene
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Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
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