Nasce Sinistra ecologia e libertà a Oristano
Sabato 12 dicembre si è riunita ad Oristano l’assemblea provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, per un dibattito politico e per l’espletamento delle tappe che portano poi all’assemblea nazionale di Roma. Il dibattito è stato ben partecipato dai presenti, e, durante l’assemblea sono state analizzate tematiche di politica locale regionale e nazionale ma, candendo l’assemblea nel giorno del 40esimo anniversario della strage di piazza fontana non ci si poteva esimere dal ricordo e dalla discussione su i temi legati allo stragismo. Al termine dell’assemblea sono stati poi presentati ordini del giorno in merito alla scuola, al regolamento SeL e alla memoria. Dal 12 dicembre Sinistra Ecologia e Libertà ha il suo coordinamento provinciale ufficiale composto da: Eleonora Casula, Luigi Roselli, Alessandro Vinci (consigliere provinciale) Paolo Serra, Fabio Cadelano e Gabriella Caterino. Un coordinamento equilibrato ed espressione di svariati territori della provincia ma soprattutto con rappresentanze di vari “”mondi” tra cui quello studentesco e giovanile e quello scolastico, un coordinamento arricchito dalla presenza di chi mai sino ad ora si era attivamente impegnato in movimenti politici. Da qui inizia quindi il nuovo percorso della formazione politica SeL anche in provincia di Oristano, formazione che manderà a Roma, il 19 e 20 dicembre Eleonora Casula ed Alessandro Vinci. Eletta portavoce ufficiale è Eleonora Casula, 32 anni, impegnata da anni nella costruzione della sinistra d’alternativa nel nostro territorio e non solo.
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I partecipanti ed aderenti a SeL Oristano:
- - Rendono omaggio alla memoria delle vittime degli eccidi e delle uccisioni che, da Portella della Ginestra a Genova ed oltre, hanno insanguinato la storia politica d’Italia;
- - Ricordano come l’attentato di piazza Fontana sia inserito in una precisa logica di destabilizzazione della legalità repubblicana, messa in atto con obiettivi eversivi e reazionari allo scopo di interrompere una fase di grande espansione della partecipazione politica e delle conquiste democratiche;
- - Ricordano come da piazza Fontana prenda il via una pratica generalizzata della violenza nella lotta politica, cui non sono rimaste estranee estranee le stesse autorità dello Stato, e della quale la lotta armata degli anni Settanta è solo l’ultimo e più deplorevole prodotto;
- - Affermano con forza che la ricerca della verità e della giustizia restano e resteranno un dovere imprescindibile per tutti coloro che abbiano a cuore in Italia la difesa della legalità repubblicana e della credibilità stessa delle istituzioni democratiche;
- - Contro ogni risorgente progetto di eversione , ribadiscono con forza che le radici democratiche della Repubblica italiana e della Carta costituzionale affondano nell’opposizione al regime fascista e nella Resistenza, grande movimento popolare che nel nostro paese ha operato in modo unitario sotto gli aspetti sociale, politico e militare, in nome di obiettivi di Liberazione nazionale e di ricostruzione democratica: Resistenza alla quale la Sardegna e il territorio oristanese hanno offerto un qualificato contributo di energie e di sangue;
- - Riaffermano la loro adesione a questa chiave intepretativa della storia della Repubblica, in opposizione alle tendenze revisionistiche sostenute dalla destra estrema e moderata, ed alle colpevoli titubanze ed omissioni di cui lo stesso centrosinistra si rende ormai apertamente responsabile;
- - Impegnano Sinistra e Libertà – dal livello nazionale al proprio livello territoriale – a diffondere efficacemente, in primo luogo fra i suoi associati, una adeguata conoscenza della storia della Repubblica democratica, e a difendere e promuovere la vita e l’attività delle istituzioni culturali che ad essa presiedono.
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Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Il canto delle sirene
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Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
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