Mostresta, prosegue il festival l'isola del Teatro
Montresta, ha poco più di cinquecento anime e un festival, "L'Isola del Teatro", giunto alla settima edizione che continua a portare, quotidianamente sino al 30 agosto, proposte culturali di alto livello.
Mercoledì 19 agosto, alle ore 22, al teatro all'aperto (Scuole elementari di via Roma) la compagnia Pierre Yves & Sara affascinerà gli spettatori con “Parole Segrete”. Pierre-Yves Massip e Sara Mangano, che furono assistenti del grande mimo francese Marcel Marceau scomparso nel 2007, proporranno un recital di mimica comprendente "Dis moi la verité" e "Dejeuneur du matin", ispirati da un poema di Jacques Prévert, "L'enfant de la haute mer", duo che si rifà a un racconto di Julles Supervielle e gli assoli "Le cadre" e "Metamorfosi". Nelle note di regia si legge: «Il corpo è lo strumento dell’attore per eccellenza: l’attore entra in scena e prima di parlare, prima di fare un'azione, prima di esprimere un'idea, è, semplicemente è. Il nostro lavoro tende innanzi tutto a trovare la pre-espressività del corpo, il suo essere semplicemente ma fortemente; andare a cercare le energie, le immagini, i colori e tutto un materiale sensitivo che rende il corpo extraquotidiano e pronto a qualsiasi esperienza prima ancora che si metta in movimento l’atto teatrale».
Seguirà, alle ore 23, “Nodi di un discorso amoroso”, un viaggio di nevrosi amorose scritto dall'attore Massimo Zordan, in scena con il chitarrista Marcello Verona, autore delle musiche. «C'è qualche coppia qui dentro?» è la domanda complice, posta con sorriso beffardo e sguardo ammiccante da Massimo Zordan, in apertura di uno spettacolo per voce narrante e chitarra. Tratto da "Nodi" e "Mi ami?" di Roland D. Laing e "Frammenti di un discorso amoroso" di Roland Barthes, la messinscena per attore e musicista è uno sguardo sui dettagli dell'amore e le piccole fissazioni, impietosamente privati dalla visione di insieme ed estratti dal contesto della vita di coppia. Traspaiono tra le righe le analisi cliniche di Barthes, armato di bisturi semantico e del suo personalissimo Werther, costantemente interrotto da Giovanni e Maria, le creature di Laing, che con i loro giochi di accuse e attribuzioni creano dei paradossi intricati e insostenibili. Il registro dello spettacolo risulta così comico, nonostante dietro la mimica di Zordan e l'ironia della musica di Verona, si celi un testo a tratti doloroso e amaro.
19 / 08 / 2009
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19 agosto - ore 22 - anfiteatro comunale di Montresta con ingresso libero:
Se dice de mi - la vita attraverso gli occhi del tango” . La produzione del Collettivo Tree, affiancata dal Teatro dell'elefante, vede in scena la cantante uruguaiana Ana Karina Rossi, il chitarrista Jorge Sosa e gli attori Cristina Fonnesu e Corrado Licheri, che cura anche la regia. La vocalità tanghera della Rossi, nel suo inconfondibile stile sensuale e comunicativo, si fonde nelle armonizzazioni moderne dal sapore tanghero dove l’improvvisazione si alterna alle notazioni tradizionali. Ne deriva un risultato intimo e atipico, che presenta famose pagine del Tango Canción come “Volver”, “El dia que me quieras”, Vuelvo al Sur”, incarnate da importanti personaggi del cinema del secolo scorso, quali Carlos Gardel, Tita Merello o Libertad Lamarque. I testi originali sono di Cristina Fonnesu e Corrado Licheri. I due artisti, insieme ad Ana Karina Rossi, sono i fondatori della compagnia teatrale Collettivo tree, costituita a Roma lo scorso giugno.
MOSTRE. Tutti i giorni a Montresta, sino al 27 agosto (dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 21), sono visitabili le mostre del festival nei locali delle scuole in via Nazionale, dell'ex Scuola Media e negli spazi Libreria. “La memoria della scena” è la mostra fotografica del teatro anni Ottanta di Enrico Fedi, mentre “A teatro” è dedicata ai costumi teatrali (a cura di Marco Nateri). Tutti gli aspetti ludici si possono ammirare in “L’isola dei giochi: giochi enigmi e rompicapo” di Paolo Corso, mentre “Montresta Arte&natura” di Pirellas&Chelo racconta dei rapporti tra l'arte e l'ambiente locale incontaminato. Grande risalto poi all'architettura con il “Marmilla Landscape Lab Mar08”, a cura di Manuela Abis, Cesarina Siddi, Caterina Giannattasio, Carlo Atzeni, Salvatore Peluso. Ancora, dopo il bando per rinnovare la piazza principale di Montresta, i migliori progetti sono esposti nel “Concorso d’idee, progettazione piazza Raimondo Piras”. Infine, nel segno del recupero di materiali e tradizioni che rischiano di scomparire, spazio alla valorizzazione dell'artigianato locale con la mostra dei lavori in asfodelo, rafia e palma realizzati dalle donne di Montresta in “Intrecci”.
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Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Il canto delle sirene
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Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
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