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Monumenti aperti, Oristano


Monumenti aperti come passe-partout per entrare dentro le coscienze di una comunità e aiutarla a crescere non solo dal punto di vista culturale, ma anche sotto l’ottica identitaria, sociale ed economica.

Sono questi gli ambizioni obbiettivi della manifestazione che per la prima volta approda a Oristano. Le origini risalgono al 1997, dall’iniziativa di due associazioni che organizzarono Monumenti aperti a Cagliari. Dalla dimensione cittadina, nel 2000, la manifestazione diventa regionale. Mancava solo Oristano.

Sabato e domenica prossimi siete dunque tutti invitati nei 23 siti di Oristano e frazioni. La scelta è libera, non c’è un itinerario fisso. Basta ritirare la guida ai monumenti presso uno dei tre punti informativi: in piazza Roma, in piazza Eleonora e all’Antiquarium. Vi aspetta un esercito di 500 volontari, tra cui gli studenti delle scuole della città, pronti ad accompagnare il visitatore alla scoperta della storia, dell’architettura e della cultura della nostra città.

14 / 10 / 2009



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I MONUMENTI:
La forte identità religiosa di Oristano è riscontrabile nelle 13 chiese aperte per la Manifestazione, appartenenti a diversi stili architettonici e situate fra il centro storico e le periferie della città. Di notevole valore sono la Cattedrale di Santa Maria Assunta, col campanile a canna ottagonale, la Chiesa della Beata Vergine Immacolata, che conserva un prezioso calice d’argento del 1609 e un quadro che rappresenta l’albero genealogico dell’intera famiglia francescana e la Chiesa e l’ospedale di Sant’Antonio Abate, citato nel testamento di Ugone II d’Arborea del 1335 e adibito all’assistenza di malati lebbrosi. Ancora, la Chiesa e il monastero del Carmine, realizzato negli ultimi anni del ‘700 in stile rococò, Chiesa di Sant’Efisio Martire, nel quartiere storico di Su Brugu, la Chiesa e Convento di San Francesco che conserva, fra gli altri preziosi tesori, il Crocifisso di Nicodemo, la Chiesa di San Mauro Abate, cappella del Gremio dei Calzolai che attualmente ospita la Polifonica Arborense, la Chiesa di Santa Lucia, cappella del Gremio dei Muratori edificata fra il XVI e il XVII secolo, la Chiesa di Santa Petronilla, di origine medievale con un impianto mononavato (attualmente oggetto di un integrale restauro) e la Chiesa del Santo Spirito, che secondo alcune fonti risalirebbe all’epoca bizantina. Infine, spostandosi dal centro verso le periferie, sarà possibile ammirare l’Oratorio delle Anime, antica Chiesa di San Nicola, adiacente alla chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta nell’abitato di Massama, la Chiesa di San Giovanni Battista, cappella del Gremio dei Contadini a circa un chilometro dal centro della città e duecento metri dal cimitero di San Pietro e la trecentesca Chiesa di Santa Maria Maddalena, situata nella frazione di Silì.
Un momento importante della Manifestazione è rappresentato dalla presentazione fatta dagli studenti della Statua di Eleonora d’Arborea che, situata nell’omonima piazza, mantiene l’impronta classicista conferitagli nella prima metà dell’Ottocento. Risalgono invece all’epoca di Mariano II la Cinta muraria medievale, voluta dal Giudice sul finire del XIII secolo per fortificare l’intera città, la Torre di San Cristoforo o di Mariano II, eretta nell’ingresso settentrionale della città nel 1290 e la Torre di Portixedda, risalente anche questa alla costruzione dell’intera cinta muraria e delle torri maggiori, e menzionata, in alcuni documenti, con il titolo di Porta de Su Castellanu. Altri monumenti,visitabili solo esternamente nella due-giorni, sono la Gran Torre, la maggiore delle torri litoranee erette fra il tardo Cinquecento e i primi del Seicento per la difesa antibarbaresca e il Palazzo Arcais, residenza di Don Damiano Nurra Conca. Visitabili, infine, l’Archivio Storico Comunale che, attraverso i suoi preziosi documenti, offre uno spaccato della storia di Oristano dal 1479, e il museo comunale Antiquarium Arborense che, nato nel 1938, oltre alla straordinaria collezione archeologica e ai preziosi retabli del XV e XVI secolo, è stato recentemente arricchito della sezione tattile per non vedenti.


14 / 10 / 2009

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Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui



Il canto delle sirene

Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più

facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie

dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di

perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con

un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa

abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,

che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come

Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i

tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.

Ma un individuo.


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