Mobilitazione contro il D10 di Cagliari
Mobilitazione di piazza e controvertice. Sono questi i due pilastri portanti delle iniziative che saranno portate avanti in occasione del prossimo D10, il vertice internazionale che vedrà riuniti a Cagliari, il 9 e 10 dicembre 2007, i ministri della difesa di dieci paesi: Italia, Francia, Spagna, Marocco, Mauritania, Portogallo, Tunisia, Libia, Malta, Algeria. I ministri discuteranno ufficialmente di pace,sicurezza, cooperazione militare, peace keeping e immigrazione clandestina.Oggi pomeriggio a Cagliari incontro aperto in via Montesanto 28 per discutere l’organizzazione della mobilitazione. Già domenica scorsa si è svolta ad Oristano la prima assemblea per discutere del vertice D 10, alla quale hanno preso parte: A manca pro s’Indipendentzia, il Comitato contro il carcere e la Repressione (Nuoro), A Foras (Cagliari), circolo 28 de abrili (Cagliari,), Sardigna Natzione, Entula Arrùbia, alcuni militanti del PRC, e singoli individui sensibili alla questione.L’assemblea ha concordato che è necessario organizzare un controvertice da svolgersi in una sala pubblica, oppure all’aperto, per confrontarsi sia sugli stessi temi del vertice D10 che su altri temi fondamentali per opporre al D10 un punto di vista alternativo della società sarda edinternazionale. «Un ulteriore punto delle mobilitazioni – annunciano le associazioni - dovrà essere la denuncia della guerra mascherata da “missione di pace” e “peace keeping”, e soprattutto della permanente e sempre più invasiva occupazione militare che la nostra terra subisce da parte dagli eserciti NATO, italiano e nord-americano e dalle forze di polizia italiane».
17 / 11 / 2007
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Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Il canto delle sirene
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Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
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