Migranti: chi sono?
Sono quelle persone come noi. Con sentimenti, speranze, illusioni. Proprio come noi. Forse meno fortunate. Fuggono. Da guerre, fame, carestie. Vanno in cerca di condizioni di vita migliori. Anche i nostri nonni lo facevano. Attraversano l'Africa, il deserto, soffrono la sete e la fame, spendono tutto quel che hanno per un passaggio in barca. La barca spesso affonda, qualche volta viene affondata. Muoiono. Stipati, nascosti, schiacciati dalle merci, vengono dall'Asia, attraverso l'Europa dell'Est, soffocati, dentro container, assiderati, nelle celle frigorifere dei camion. Muoiono. Nelle stive delle navi. Muoiono. Una strage annunciata che si ripete ogni giorno nella nostra indifferenza. Quelli che non muoiono arrivano qui. Alcuni sono onesti, altri disonesti. Proprio come noi. Noi dovremmo accoglierli con umanità. Non avviene così. Con la "Legge Turco-Napolitano", prima (governo di centro sinistra), con la "Legge Bossi-Fini", poi (governo di centro destra), si sono chiuse queste persone in campi di concentramento (i CPT), incarcerati senza che fossero accusati o accusabili di alcun reato. Vengono rispediti indietro, nei paesi dai quali fuggono, talvolta sono perseguitati politici. Chiedetevi cosa avvenga di loro. Si fanno accordi con la Libia, affinché siano "dissuasi" dal continuare il viaggio. Chiedetevi cosa avvenga di loro. Sono esseri umani come noi. Ma noi lo siamo? Ora si vuol rendere più aspra e persecutoria la "Bossi-Fini". Ora si trasforma in reato, quella che è povertà, ora si prendono provvedimenti per rendere "perseguibile per legge" ciò che è richiesta di asilo. Ora si vuol portare a sei mesi, quando già erano troppi due (perché imprigionare chi reati non ha commesso? perché colpire chi è solo "colpevole" di indigenza?), il periodo massimo di detenzione nei centri che chiamano "di accoglienza". Ora si vuol rimuovere l'obbligo per i medici di non denunciare chi, migrante secondo la legge dei poveri, clandestino secondo la legge dei ricchi, ricorra alle loro cure. Costringendoli ancor più alla fuga, agli espedienti, alla segregazione, alla schiavitù, alla morte. Negando loro anche il diritto ad avere la pur minima cura. Negando loro l'umanità. E noi?! Lasciamo fare?! Le associazioni della Piazza non hanno bisogno di affermare la loro indipendenza da spifferi partitici. Parla la loro storia, parlano le loro attività. Le associazioni della Piazza vedono ciò che succede, dicono no, invitano i cittadini a farlo. Migranti di ogni terra, cittadine e cittadini, associazioni, militanti di partito senza bandiere di partito, tutte e tutti, sono invitati a partecipare. 28 / 02 / 2009
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