venerdì 3 e sabato 4 giugno a Cagliari alle 18,30 al Teatro Alkestis di via Loru a Cagliari, va in scena Rataplan: parole e musica dal Risorgimento, con Daniela Cossiga, Mario Faticoni, Sante Maurizi e, al pianoforte, Simone Sassu. E' un nuovo appuntamento di Come un romanzo: la storia d'Italia attraverso la letteratura.
martedì 14 giugno alle 19,30 PRIMA e UNICA cagliaritana per Alla fine di un giorno noioso - E/O, di e con Massimo Carlotto. Torna, dopo dieci anni, Giorgio Pellegrini, l'indimenticabile protagonista di Arrivederci amore, ciao. Un appuntamento da non perdere.
Tra le segnalazioni:
venerdì 27 maggio 2011 alle ore 17.30 presso la MEM - Mediateca del Mediterraneo in via Mameli 164, la presentazione del libro di Michela Murgia dal titolo Ave Mary - E la chiesa inventò la donna.
dal 2 al 5 giugno si svolge a Cagliari la terza edizione di Leggendo metropolitano: Le radici - Cartografie per il futuro. Artisti, architetti, scienziati, narratori, storici, filosofi, giornalisti, sociologi, uomini di pensiero si confronteranno sul tema delle radici….. Fra i protagonisti: Moni Ovadia, Piergiorgio Odifreddi, Igiaba Scego, Roberto Alajmo e molti altri. QUI il ricco programma
25 / 05 / 2011
Paola Dalmasso all´Unla di Oristano Nuovo incontro con una scrittrice al Centro Servizi culturali di Oristano. Giovedì 10 maggio, presentazione del libro La banda del mondo di sotto di Paola Dalmasso....
Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
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