Mese della Cultura, Ghilarza

Ultimi appuntamenti per il Mese della Cultura di Ghilarza, il paese di Nino, giunto alla XXV edizione: sabato 27 ottobre, alle 17 presso la Torre Aragonese, “Frammenti di Memoria”: la famiglia Gramsci raccontata dai nipoti Antonio Gramsci jr e Luca Paulesu. Seguirà “Caro Delio, caro Julik”, video di Giulio Latini presentato da Giorgio Baratta, presidente International Gramsci Society. Alle 21, sempre nella Torre Aragonese, “Il suono ritrovato: una lingua musicale tra passato e presente”, concerto con Franco Fois, liuto, Antonio Gramsci jr e Gianfranco Magni, flauto. Domenica 28 ottobre alle 17.30, presso l’Auditorium comunale “Chent’annos e prus de amaju”, convegno sulla poesia improvvisata, con i relatori Giovanni Perria, docente, Natalino Piras, scrittore, Marcello Marras, etnomusicologo. Seguirà l’esibizione dei poeti improvvisatori Farina, Donaera, Ladu, Masala, Mureddu, Scanu, Zizi. 19 ottobre 2007
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Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Il canto delle sirene
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Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
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