Torna anche quest'anno a Oristano la Campagna nazionale “Mese del Nastro Rosa” per la prevenzione dei tumori al seno, promossa ad ottobre dalla Lilt - Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori - in collaborazione con l'Azienda Sanitaria Locale n. 5 e i Comuni di Oristano, Cabras, Paulilatino, Arborea e Bosa.
L'iniziativa, che ha come testimonial la nuotatrice Federica Pellegrini, volto ufficiale della diciottesima edizione del “Mese del Nastro Rosa”, è mirata a sensibilizzare le donne sull'importanza di stili di vita sani e della diagnosi precoce del carcinoma mammario.
Il tumore al seno resta ancora la più frequente tipologia di cancro tra la popolazione femminile: la sua incidenza è in costante crescita anche nel nostro Paese, tanto che si prevede verranno diagnosticati, quest’anno, 41.000 nuovi casi. Tra le cause, l’allungamento dell’età media della popolazione femminile e l’aumento dei fattori di rischio.
Vincere la malattia è possibile nella stragrande maggioranza dei casi: «Stili di vita sani, alimentazione corretta, esercizio fisico costante sono gli elementi base per abbattere il rischio di sviluppare un tumore – spiega infatti Eralda Licheri, presidente provinciale Lilt – ma altrettanto importanti sono le periodiche visite di controllo, che permettono di intercettare eventuali anomalie sul nascere, consentendo di attivare terapie efficaci e poco invasive».
E' sarà proprio questo l'argomento principe del convegno “I tumori, la scommessa della prevenzione” che quest'anno costituirà l'anima e il fulcro del “Mese del Nastro rosa” a Oristano: l'evento, che si terrà sabato 15 ottobre nella sala consiliare della Provincia, a partire dalle ore 9, potrà contare sulla partecipazione di Stefano Zurrida, uno dei massimi esperti di senologia in campo internazionale, aiuto del professor Umberto Veronesi allo IEO (Istituto Europeo di Oncologia) di Milano.
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Come di consueto, i volontari Lilt saranno anche in piazza per sensibilizzare le donne e gli uomini alla prevenzione, attraverso la distribuzione di opuscoli e brochure informative: dopo l'esordio a Oristano, avvenuto lo scorso venerdì, lo stand del “Mese del Nastro Rosa” farà tappa giovedì 13 al mercato di Cabras dalle 9.30 alle 12, domenica 23, alla stessa ora, nel piazzale della Chiesa di Arborea e mercoledì 26, sempre in mattinata saranno al mercato di Paulilatino. Coinvolta anche Bosa dove per il secondo anno consecutivo sarà organizzata in piazza la dimostrazione sull'autopalpazione al seno, con l'ausilio di un manichino, per insegnare alle donne come compiere una prima autodiagnosi su eventuali anomalie.
Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
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