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Licenziata per mobbing, obbligo di reintegro
Procedura di mobilità inefficace, reintegro immediato: è la decisione del giudice del lavoro Maddalena della Casa in merito al ricorso presentato da Giovanni Benevole, l'avvocato di una dipendente dell'azienda isola dolce di Santa Giusta, licenziata nell'agosto 2007. La donna, già nel 2004, era vittima di comportamenti riconosciuti come mobbing dal tribunale, in una ordinanza del gennaio 2007, dove s'imponeva alla società di fermare subito quegli atteggiamenti. Per tutta risposta, dopo pochi mesi la lavoratrice venne messa in mobilità, senza alcun accordo sindacale. In seguito all'impugnazione del licenziamento dell'avvocato Benvole, e al fallito tentativo di conciliazione dello scorso febbraio, per mancanza di volontà da parte dell'azienda, il tribunale ha definito la procedura di mobilità “viziata”, poiché la Società Isola Dolce non ha rispettato i criteri stabili per legge, ovvero, non ha comunicato all'ufficio provinciale del lavoro l'elenco dei dipendenti collocati in mobilità e soprattutto non ha reso espliciti i criteri di scelta. E' chiaro infatti il legame tra il mobbing, riconosciuto dal Tribunale oltre un anno fa, e il successivo licenziamento della vittima. Oltre all'obbligo del reintegro, l'azienda è stata condannata al pagamento delle spese legali, pari a 3 mila euro.
01 / 04 / 2008
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