Le sculture di Francesco Ciusa a Firenze È stata inaugurata venerdì scorso, a Firenze, nella Limonaia di Palazzo Medici Riccardi, la mostra ‘‘Francesco Ciusa: gli anni delle Biennali (1907-1928)” organizzata dalla Fasi (Federazione delle associazioni sarde in Italia) e dall’Acsit (Associazione culturale sardi in toscana). La mostra è stata patrocinata dal Comune di Oristano che a Firenze ha mandato come ambasciatore l’Assessore alla Cultura Tonino Falconi. Lo scultore nuorese è strettamente legato alla città di Oristano: nel 1924 è stato lui a fondare l’odierno Istituto d’arte. "La rassegna è partita da Venezia, dal 3 di Novembre al 15 Gennaio, proprio per ripercorrere il percorso artistico e accademico che Francesco Ciusa fece all’inizio del secolo scorso – ha detto l’Assessore Falconi – L’opera in gesso La madre dell’ucciso, che nel 1907 fu accolta con entusiasmo proprio alla Biennale di Venezia, in quell’occasione fu acquistata dalla Galleria comunale d’arte moderna di Palermo, ed è apparsa nuovamente al grande pubblico in occasione di questa mostra-introspezione del cammino figurativo dell’artista sardo’’. La mostra ha fornito un’occasione per mettere in luce la pluralità di linguaggi presenti nelle opere di Francesco Ciusa, un momento per un approfondimento critico che ha portato alla scoperta di opere inedite e di grande impatto come L’offerta (1917). A Palazzo Medici Riccardi, dal 25 gennaio al 26 febbraio, sono in esposizione undici sculture, una serie delle quali appartenenti al ciclio I Cainiti, un poema plastico destinato a illustrare momenti ed episodi di vita nella Sardegna pastorale cupa e suggestiva, segnata da fatalità dolorose, contesto rappresentativo per cui l’artista è divenuto molto famoso.
30 / 01 / 2008
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