La Sartiglia di Elisabetta Sechi
Una Sartiglia come non si vedeva da tempo. Una Sartiglia che scalda gli animi e fa emozionare. Una Sartiglia che ha portato in piazza tutti gli oristanesi per festeggiare la regina del martedì che con coraggio, abilità, eleganza e forza d’animo, ha condotto tutta la giostra, senza nessuna caduta di stile e nessun ostacolo, perché la sua figura, prima di tutto, suscitava rispetto.
La folla in strada, nei balconi, e perfino sui tetti, ha acclamato Elisabetta Sechi in tutte le fasi della Sartiglia. Le prime lacrime sono comparse in scuderia, al momento di salutare i compagni di pariglia, il cavallo e gli amici più intimi. Anche davanti alla casa del presidente Mauro Licheri, Elisabetta si è dovuta far spazio tra la folla che la attendeva con trepidazione.
Un tripudio poi, durante la vestizione: i cori “evviva su componidori” risuonavano in continuazione e hanno accompagnato tutta la cerimonia.
Qualcuno ha detto che erano anni che non si vedeva una partecipazione così calorosa. E infatti il bagno di folla è arrivato ben prima di via Duomo. Lungo tutto il percorso della sfilata, in ogni angolo, c’erano due ali di pubblico festante ad accoglierla.
E quando nel cortile di casa Pruneddu, verso sera, le massaieddas hanno tolto la maschera a Cumponidori, è stato difficile per tutti trattenere le lacrime.
17 / 02 / 2010
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