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La musica del Salento al primo incontro organizzato dal Centro servizi culturali di Oristano Il ballo e la musica incalzante come medicina per uscire dallo stato negativo di prostrazione e sconforto, il suono del violino per pizzicare le corde dell’anima, il ritmo del tamburello e la melodia della fisarmonica per assecondare lo stato del malato: è la genesi e la ragion d’essere della pizzica, secondo la ricostruzione fatta da Gianfranco Mingozzi nel 1962, con la consulenza di Ernesto De Martino e il commento di Salvatore Quasimodo, nel documentario La taranta, proiettato nei giorni scorsi al centro servizi culturali di Oristano. L’origine e i percorsi seguiti da questo filone musicale erano al centro del seminario “Pizziche e taranta , tenuto da Vincenzo Santoro, animatore culturale salentino che lavora nell’ufficio istruzione, cultura e turismo dell’Anci di Roma. Nata tra i contadini al lavoro nei campi, obliata per circa 15 anni e poi riscoperta, la tradizionale musica del Salento è diventata ormai un vero e proprio fenomeno anche d’attrazione turistica. la contaminazione e la trasformazione del tessuto originale su cui si installava l’antica forma musicale - ha detto Vincenzo Santoro- è il rischio naturale che corrono tutti i fenomeni che diventano di massa. Del resto, senza questo recente recupero, la Taranta si sarebbe estinta. Il prossimo incontro del ciclo “Vediamoci al centro” sarà dedicato alla storia degli strumenti della musica sarda. 30 settembre 2007
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