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La crisi del Porto industriale di Oristano LA STRUTTURA e le attrezzature sono utilizzate solo al 30 per cento delle concrete possibilità. I volumi di traffico e le merci movimentate sono diminuite del 25 per cento. Sono i dati che riguardano il porto industriale di Oristano. All'analisi di queste criticità è stato dedicato l'incontro tra Provincia e altre istituzioni locali durante il quale sono stati presentati i risultati dello studio compiuto dal Centro interuniversitario ricerche economiche e di mobilità. “Occorre un'inversione di tendenza - ha detto Italo Meloni del Cirem- anche perché – ha spiegato Francesco Fancello- il coefficiente di possibile utilizzo raggiunge il 143 per cento, contro il 40 di Cagliari e l'87 di Genova. Molte banchine sono chiuse per sicurezza, altre non utilizzate a causa dei bassi fondali. Urge quindi il ripristino del pescaggio, la presenza di un secondo rimorchiatore, l'acceso nelle ore notturne. La diminuzione dei traffici – sempre secondo lo studio del Cirem- è iniziata con il passaggio di Categoria e con il passaggio di competenze all'Autorità Marittima. Per superare questa fase di crisi, questa la decisione alla fine della riunione, bisogna costituire L'autorità Portuale del sud Sardegna nel quale gli enti locali e le istituzioni dell'Oristanese avranno la propria rappresentanza. Il prossimo incontro è stato concordato per la fine di aprile.
11 / 04 / 2008
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