L'Isola del Teatro - L'Isola Raccontata: festival culturale a Montresta
Se a sognare si è soli, il sogno resta un sogno. Se a sognare si è in tanti, il sogno diventa realtà: sono le parole di Antonio Zedda, sindaco di Montresta, il paese che per tre settimane sarà cuore pulsante della cultura teatrale, cinematografica e letteraria in Sardegna. Al via l'undici agosto la sesta edizione del festival Isola del Teatro – Isola raccontata: fino al 31 tantissimi appuntamenti all'insegna della vera cultura, con artisti che valgono tanto, ha proseguito il sindaco, non senza polemizzare contro gli enti che invece finanziano spettacoli di una sera che costano molto solo perché l'artista è pompato da quella scatola nera meglio nota come televisione. A Marcel Marceu, che nel 2005 partecipò al Festival, è dedicata una mostra fotografica e altri incontri, come quello di Franco Fais, che terrà un corso sulla tecnica illusionistica ideata dal celebre mimo francese scomparso lo scorso settembre. Nove in tutto i laboratori, ha annunciato Stefano Ledda, Teatro del Sale, che ha curato la parte sulle arti sceniche, mentre Nicola Simeone, Ex Libris, ha organizzato l'isola raccontata, con numerosi incontri con gli autori e corsi di scrittura creativa. Per chi vuole respisrare cultura, allora, appuntemento a Montresta.
06 / 08 / 2008
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Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Il canto delle sirene
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Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
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