Incidenti sul lavoro: conferenza a Oristano
Diffondere la cultura della sicurezza. È il denominatore comune condiviso da tutti, che unisce le diverse opinioni emerse dagli interventi sul tema delle morti bianche e degli infortuni sul lavoro.
Era questo il primo punto all’ordine del giorno che ha preso il sopravvento anche sugli altri argomenti durante la conferenza permanente della Provincia di Oristano che si è tenuta nella sala della Prefettura.
La formazione, sia dei lavoratori che degli imprenditori, la piattaforma da cui occorre senz’altro partire per prevenire gli incidenti sul lavoro.
Maggiori interventi dunque nelle scuole, richiesti a gran voce da tutte le parti sociali: dai sindacati, dagli addetti alla sicurezza, dagli amministratori locali.
Su questo punto sta già lavorando l’ufficio provinciale del Lavoro, come ha spiegato il direttore Ermelinda Usai.
Ma, ha detto il sindaco di Oristano Angela Nonnis, la cultura della prevenzione deve essere portata sui banchi di ogni ordine e grado, dalla prima elementare alla quinta superiore, in modo da educare davvero i futuri lavoratori.
Il direttore generale della Asl di Oristano Bruno Palmas, durante il suo intervento, ha individuato i due settori più a rischio: edilizia e agricoltura. Occorre un piano di intervento mirato- ha detto- e soprattutto il rinnovo del parco macchine. Urge, ad esempio, sostituire trattori obsoleti e non conformi alle normative Ue.
Il comandante dei vigili del fuco Luciano Cadoni ha posto l’accento invece sul tema della sicurezza antincendio: mentre le piccole aziende private sono in regola, le grandi imprese non sempre hanno il certificato di prevenzione antincendio.
La maglia nera però va al settore pubblico: solo il 20 per cento degli edifici scolastici ha il certificato cpi e ben il 50 per cento è completamente fuori norma.
Strigliata d’orecchie anche per ospedali e amministrazioni locali: sono quelli meno in regola per quanto riguarda le condizioni strutturali degli edifici.
Aumentare le ore di lavoro significa aumentare il rischio di distrazioni e quindi incidenti: questo l’altro fattore evidenziato dal segretario provinciale della Cgil Giampaolo Lilliu.
Anche se, ha detto il sindaco di Ghilarza Stefano Licheri, occorre sensibilizzare gli operai affinché non abbassino mai la guardia: spesso sono proprio i più esperti che, sentendosi sicuri, commettono delle imprudenze, emerse anche da un racconto del direttore provinciale dell’Inail Guido Pacini, che con i suoi occhi ha visto un operaio poggiare la cintura di sicurezza sull’impalcatura e poi inciamparvi subito dopo.
Controlli più severi ma, per tutti e, soprattutto, più razionali, sono stati chiesti dal presidente Legacoop Claudio Attori: è inutile ritornare sempre sulle stesse aziende. Occorre una verifica incrociata tra l’elenco delle attività e le ispezioni.
Il questore Giovanni Pinto sintetizzato il suo intervento su tre punti essenziali: una raccolta di dati statistici, l’epurazione dalle imprecisioni e infine, un gruppo di monitoraggio per la prevenzione e la formazione.
21 / 10 / 2008
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