Inaugurazione ex asilo Sant'Antonio Oristano
Ospedale in età giudicale, poi asilo, sino al secolo scorso, e ora, interamente ristrutturato, spazio della storia e dell'arte, che animerà il cuore pulsante di Oristano, in pieno centro storico, con ricche e numerose iniziative culturali. Già la due giorni di manifestazioni prevista per l'inaugurazione vede un nutrito programma dal titolo “I Segni delle scritture, dei libri, delle visioni e dei suoni”: installazioni pittoriche, videoarte, reading, performance musicali e artistiche di ogni genere e stile. Si comincia venerdì, alle 12, con i discorsi ufficiali del Sindaco Angela Nonnis e dell'assessore comunale alla cultura Tonino Falconi. Previsti anche gli interventi del presidente della regione Renato Soru e dell'assessore regionale alla cultura Maria Antonietta Mongiu. “Questo è il segno di fondazione di un nuovo polo museale della città in cui si fonde e si distingue l’antico e il contemporaneo, il suono e la vista, la musica e l’ arte pittorica – precisa il Sindaco Nonnis -. Se il Betile di Zaha Hadid è il Museo dell’Arte nuragica e dell’Arte Contemporanea, l’Hospitalis Sancti Antoni è il Museo della Storia della città e della contemporaneità. Le 42 vetrine sistemate non sono piene di cocci polverosi: ci sono segni antichi, medievali e moderni di scrittura”. L’apertura avviene al termine di un ambizioso progetto di ristrutturazione e valorizzazione finanziato dalla Regione attraverso il POR Sardegna con 2 milioni 800 mila Euro. Con il progetto di ristrutturazione dell’Ospedale giudicale sono stati risolti alcuni problemi strutturali che negli anni scorsi avevano minato la sicurezza dello stabile. È stato completato il restauro del piano terra e del primo piano con interventi di consolidamento delle zone compromesse. L’edificio riapre come spazio per le esposizioni permanenti e temporanee, laboratorio della cultura e dell’arte per Oristano e per il territorio. La struttura si compone di un corpo fabbrica principale a due piani, sviluppato attorno ad un chiostro e ad un ulteriore ambiente destinato ad auditorium, per un totale di 3.500 metri quadrati. 18 / 06 / 2008
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Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Il canto delle sirene
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Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
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