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Impronte sì, ma sulla sabbia: la petizione contro la schedatura dei minori rom

La rivista online Combonifem lancia una petizione contro la scehdatura dei minori rom. Chi volesse aderire deve andare su http://www.combonifem.it/articolo.aspx?t=N&a=554 e seguire le istruzioni. Qui di seguito riporto integralmente il testo della petizione, perché penso sia un importante segno di civiltà contro la barbarie, un segno di rispetto di ogni essere umano contro il razzismo, che spesso continua a sopravvivere mascherato da esigenze di sicurezza nazionale.

ROM / Impronte, sì. Ma sulla sabbia

Cara concittadina, caro concittadino che come me ti riconosci nella Costituzione che all’art. 3 recita: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali»;

cara sorella, caro fratello che, se professi come me la fede in Cristo Redentore, ti riconosci nel Vangelo da Lui annunciato «per rimettere in libertà gli oppressi» ( Luca 4,18… e tutto il resto del Nuovo Testamento);

scrivo a te – non al Governo o alla Commissione Europea, ma a te – perché sia cancellata immediatamente l’iniziativa di schedare, attraverso impronte digitali, i minori rom.

Scrivo a te perché certamente anche tu desideri continuare a vivere in una democrazia, dove cioè chi governa lo faccia a nome di tutti e rappresentando i valori fondamentali che hanno retto la nostra società per 60 anni: il diritto alla vita, alla dignità, ad essere rispettati. E alla sicurezza, certo: di tutti. Sono diritti di tutti e di ciascuno, senza esclusione di qualsivoglia categoria sociale o etnica.

Scrivo a te perché se non siamo tu, io e il maggior numero a far sentire direttamente la nostra voce, chi ci governa si sentirà in dovere di interpretare come meglio crede i nostri bisogni, le nostre paure, aspirazioni, sentimenti. E la nostra coscienza.

Se il rilevamento delle impronte fosse obbligatorio per l’intera popolazione italiana, o per tutti i minorenni, il problema non si porrebbe (o sarebbe di altra natura). Contrassegnare, invece, un gruppo di persone per la loro nascita, e non per delitti di cui si fossero macchiati in condizioni adulte di responsabilità, è semplicemente perpetuare la primitiva pratica del capro (ora diventato gregge) espiatorio. Le eventuali ragioni “umanitarie” per una schedatura, se tali davvero sono, dovranno trovare vie altrettanto umanitarie: di prevenzione sociale e di inserimento. Il contrario di una marchiatura.

Ti ringrazio della tua adesione. Promuovila a tua volta presso chi conosci. In segno di pace.

05 / 07 / 2008

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