Haiti, dov'è? Riflessione dopo il terremoto
Sono passati 4 mesi da quel martedì.
Tutti ricordano il 12 gennaio 2010.
Tutti hanno impresse le immagini di una città rasa al suolo.
Stiamo parlando di Port-au-Prince, capitale di Haiti, ma anche delle altre città e dei villaggi del sud-ovest dell’isola. In quel disastro sono morte oltre 230 mila persone. Le notizie e le immagini della catastrofe si sono rapidamente diffuse, attirando l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale e innescando immediatamente la solidarietà e la partecipazione di Stati, Società Civile e semplici cittadini.
Per riflettere su quell’episodio, fare un punto della situazione, ma anche discutere in generale di povertà, nella città di Sassari si terrà un incontro, giovedì 13 maggio, alle 18, presso la biblioteca comunale di piazza Tola.
Un’iniziativa che si propone come obiettivo non solo quello di informare e sensibilizzare, ma anche di diffondere e promuovere un’immagine completa, integrale ed obiettiva di Haiti, che vada oltre il “dramma” e la “tragedia” che da sempre hanno segnato il Paese, per restituire al popolo haitiano la dignità che merita.
Il giorno dopo, venerdì 14 maggio, alle 11, secondo appuntamento, nell’aula magna dell’Università di Sassari.
10 / 05 / 2010
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Haiti dov'è? - Giovedì, 13 maggio
Presentazione dell'iniziativa:
Enrico Vagnoni, Andrea Motroni, Mario Santona
18,00
Saluti
Gianfranco Ganau, Sindaco di Sassari
Alessandra Giudici, Presidente della Provincia di SS
Attilio Mastino, Rettore dell’Università degli Studi
18,15
La Cooperazione Internazionale dell’Unione Europea
con i Paesi in Via di Sviluppo e lotta alla povertà:
criticità del passato e nuove sfide.
Antonio Marongiu, ex ambasciatore dell’Unione Europea nei
Paesi in Via di Sviluppo
18,30
Haiti, ecco dov’è!
Suzy Castor, sociologa. Direttrice CRESFED Haiti.
19,00
Haiti: un’isola o un mondo?
Dibattito sulle cause strutturali della povertà nel mondo,
introdotto e moderato da Mario Lonardi – Presidente
ProgettoMondo MLAL.
19,45
10 / 05 / 2010
Altre pagine sugli argomenti
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Haiti dov'è? - Venerdì 14 maggio
Saluti
Attilio Mastino, Rettore dell’Università degli Studi di Sassari
Donatella Spano, delegato rettorale per la ricerca e trasferimento
tecnologico Università degli Studi di Sassari.
11,00
Interventi
Enrico Vagnoni, ex cooperante ProgettoMondo MLAL in
Repubblica Dominicana/Haiti, presenterà un quadro sintetico
(ed animato) sulla geografia e storia di Haiti
Susy Castor, sociologa, parlerà del ruolo dei giovani nello
sviluppo di Haiti, mettendo in luce i Diritti Umani negati
nel presente e le aspirazioni del futuro
Antonio Marongiu, ex ambasciatore dell’Unione Europea,
parlerà del ruolo dei giovani nel mondo della Cooperazione.
11,15
Dibattito
12,45
10 / 05 / 2010
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Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Il canto delle sirene
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Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
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