Gli immortali: l'opera di Filippo Martinez
Immortali: con questo aggettivo veniva indicata la leggendaria guardia scelta di Serse, re dei persiani. Immortali perché invincibili. In realtà, nella battaglia delle Termopili, nel 480 a.C., questi guerrieri vennero sterminati dai greci. La vittoria però, comunque, fu di Serse e Leonida, re di Sparta, fu invece sconfitto.
Da questa vicenda, ha tratto spunto Filippo Martinez per la sua opera “Termopili, nostalgia della battaglia”, che gioca tutta sull’ambiguità di vincitori e vinti, di mortali e immortali. Il mito greco viene rievocato e attualizzato, perché i ricordi dei guerrieri che stanno per morire e che vengono salvati nei quadri, sono ricordi del 900, immagini che colpiscono la memoria. L’opera completa non è mai stata esposta, perché ci vorrebbe un’area di circa 10mila metri quadri.
All’Hospitalis Sancti Antoni di Oristano sono esposte le tele che sono state estrapolate dalla terza sala dell’opera omnia. Si tratta di 800 dipinti che raffigurano proprio gli immortali, i guerrieri di Serse.
800 sguardi…1600 occhi che ti scrutano e chiedono di rivivere nella tua memoria, per essere per sempre immortali. I colori sono forti, come le emozioni che suscitano. Vittorio Sgarbi ha presentato e inaugurato la mostra, ma, dati i piccoli spazi della sala convegni, l’incontro non era aperto al pubblico.
Da domenica 24 invece è possibile a tutti accedere all’opera che resterà aperta fino al 16 febbraio.
Durante il "disvelamento" Vittorio Sgarbi ha invitato ufficialmente Filippo Martinez alla biennale di Venezia...la reazione di Martinez?
"Sapete perché io non ci sarò a Venezia? Perché Sgarbi si farà cacciare prima!"
25 / 01 / 2010
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