Giunta Cappellacci: presunta illegittimità
“Ho letto di nuovo, e con attenzione, le norme che disciplinano la nomina della Giunta - organo di governo collegiale della Regione, previsto con norma costituzionale - è mi pare sussistano notevoli dubbi sulla legittimità dell’atto di nomina adottato dal Presidente Cappellacci.”
Sono le parole di Luciano Uras, appartenente al gruppo di rifondazione comunista in consiglio Regionale.
Questa l’intera dichiarazione:
L’articolo 19 della statutaria - pienamente in vigore - sostituisce la precedente normativa sulla composizione della Giunta, e al primo comma recita testualmente “La Giunta è composta dal Presidente della Regione, che la presiede, e da non meno di otto e non più di dieci assessori. “ e prosegue al terzo comma “In attuazione del principio delle pari opportunità tra donne e uomini, la composizione della Giunta regionale è determinata promuovendo la presenza paritaria di entrambi i generi, ciascuno dei quali deve comunque essere rappresentato almeno nella misura del 40 per cento dei componenti.” L’atto di nomina licenziato dal Presidente della Regione, invece, prevede undici Assessori di cui solo quattro donne. Poco convince che sia necessaria una modifica della legge sulla organizzazione degli Assessorati (l.r. 1 del 1977) per dare piena attuazione alla legge Statutaria. Infatti, l’unica norma a cui lo Statuto speciale delega la disciplina sulla forma di governo e le modalità di elezione degli Organi della Regione (Consiglio, Presidente, Giunta) è la Statutaria.
Non solo: le normative precedenti, che in via transitoria rimangono in vigore sono esplicitamente indicate dalla Statutaria agli articoli 36, 37 e 38. Tra queste normative non vi è quella relativa alla composizione dell’esecutivo regionale.
Sollevo questa questione non solo, e neppure prioritariamente, per motivi di polemica politica. Ritengo, comunque, preoccupante e grave la violazione di una disposizione di riforma importante, che ho concorso ad approvare nella precedente legislatura, e che tratta i temi della funzionalità degli organi di governo e quello della parità di genere nelle funzioni pubbliche di maggior rilievo.
Per questo nel corso della prima seduta utile del Consiglio regionale, riproporrò formalmente questa questione.
11 / 03 / 2009
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