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Giornalisti iraniani a Montresta: il sito del comune "sotto attacco"


Il sito istituzionale del comune di Montresta, in provincia di Oristano, ha subito ieri sera un "defacement", ovvero la pagina di accesso è stata illecitamente modificata. Sulla nuova pagina è comparso un messaggio in lingua inglese filogovernativo iraniano.

L'azione, che in altre circostanze non sarebbe stata considerata un grave atto intimidatorio, avviene in concomitanza dell'arrivo in Sardegna dei giornalisti di origine iraniana Ahmad Rafat e Bijan Zarmandili.

I due giornalisti sono infatti attesi oggi, lunedì 17 agosto, alle ore 22, nel teatro della scuola elementare di Montresta per discutere sul rapporto tra informazione e democrazia, in occasione della giornata dedicata alla situazione iraniana attuale, dal titolo “Con l'Iran nel cuore. L'onda verde iraniana contro la repressione e la dittatura”, nell'ambito della settima edizione del festival L'Isola del Teatro.

Il testo del messaggio intima ai sostenitori del leader dell'opposizione, Mir Hossein Mousavi, di desistere dall'occuparsi dell'Iran e delle recenti elezioni presidenziali, negando l'esistenza di brogli elettorali.

Antonio Zedda, sindaco di Montresta, si è mostrato visibilmente preoccupato per l'accaduto e ha avvisato la Prefettura di Nuoro: «Il messaggio minatorio è abbastanza eloquente e dimostra che sia in atto un controllo mediatico che tenta di mettere a tacere qualsiasi dissenso iraniano nel mondo. Noi però non accettiamo intimidazioni e limitazioni alla nostra libertà di espressione» dichiara il primo cittadino. Per l'organizzazione del festival parla Nicola Simeone: «L'Isola del Teatro ha aderito al documento per l'Iran redatto dalla Tavola della Pace allo scopo di appoggiare la lotta per la democrazia e per il rispetto dei diritti umani. Noi intendiamo coinvolgere la comunità civile affinché non vengano lasciati soli i ragazzi e tutto il popolo di Teheran. Certo, anche se è solo un attacco informatico, resta un fatto che desta in noi preoccupazione».

17 / 08 / 2009



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19 agosto - ore 22 - anfiteatro comunale di Montresta con ingresso libero:

Se dice de mi - la vita attraverso gli occhi del tango” . La produzione del Collettivo Tree, affiancata dal Teatro dell'elefante, vede in scena la cantante uruguaiana Ana Karina Rossi, il chitarrista Jorge Sosa e gli attori Cristina Fonnesu e Corrado Licheri, che cura anche la regia. La vocalità tanghera della Rossi, nel suo inconfondibile stile sensuale e comunicativo, si fonde nelle armonizzazioni moderne dal sapore tanghero dove l’improvvisazione si alterna alle notazioni tradizionali. Ne deriva un risultato intimo e atipico, che presenta famose pagine del Tango Canción come “Volver”, “El dia que me quieras”, Vuelvo al Sur”, incarnate da importanti personaggi del cinema del secolo scorso, quali Carlos Gardel, Tita Merello o Libertad Lamarque. I testi originali sono di Cristina Fonnesu e Corrado Licheri. I due artisti, insieme ad Ana Karina Rossi, sono i fondatori della compagnia teatrale Collettivo tree, costituita a Roma lo scorso giugno.

MOSTRE. Tutti i giorni a Montresta, sino al 27 agosto (dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 21), sono visitabili le mostre del festival nei locali delle scuole in via Nazionale, dell'ex Scuola Media e negli spazi Libreria. “La memoria della scena” è la mostra fotografica del teatro anni Ottanta di Enrico Fedi, mentre “A teatro” è dedicata ai costumi teatrali (a cura di Marco Nateri). Tutti gli aspetti ludici si possono ammirare in “L’isola dei giochi: giochi enigmi e rompicapo” di Paolo Corso, mentre “Montresta Arte&natura” di Pirellas&Chelo racconta dei rapporti tra l'arte e l'ambiente locale incontaminato. Grande risalto poi all'architettura con il “Marmilla Landscape Lab Mar08”, a cura di Manuela Abis, Cesarina Siddi, Caterina Giannattasio, Carlo Atzeni, Salvatore Peluso. Ancora, dopo il bando per rinnovare la piazza principale di Montresta, i migliori progetti sono esposti nel “Concorso d’idee, progettazione piazza Raimondo Piras”. Infine, nel segno del recupero di materiali e tradizioni che rischiano di scomparire, spazio alla valorizzazione dell'artigianato locale con la mostra dei lavori in asfodelo, rafia e palma realizzati dalle donne di Montresta in “Intrecci”.

19 / 08 / 2009

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Il canto delle sirene

Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più

facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie

dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di

perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con

un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa

abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,

che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come

Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i

tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.

Ma un individuo.


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