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Film di famiglia: documentari da recuperare


Pellicole abbandonate nelle soffitte, destinate a rovinarsi e cadere nell’oblio. Sono i filmini di famiglia, girati con vecchie cineprese ormai fuori commercio. Il tempo, inoltre, minaccia la conservazione delle pellicole, supporti delicati e deteriorabili. Nasce così l’idea di recuperare i materiali, digitalizzandoli. Il progetto è promosso dall'Università di Sassari, dall'ISRE (Istituto Superiore Etnografico della Sardegna) e dall'Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia. Il Centro Servizi Culturali U.N.L.A. di Oristano ha aderito al progetto, divenendo centro di raccolta delle pellicole per la Provincia di Oristano, fino al 30 ottobre 2011, nei seguenti giorni: lunedì e mercoledì dalle 16:00 alle 19:00Le pellicole saranno restaurate e digitalizzate. Ai proprietari sarà consegnata gratuitamente una copia in dvd. Tutti i materiali, raccolti dal Centro, confluiranno nell'archivio del Centro Servizi Culturali e saranno consultabili in sede dagli utenti. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il personale del Centro tramite e-mail (filmdifamigliaor@gmail.com) oppure per telefono (0783211656). 26 / 07 / 2011


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    Seconda giornata del Festival Italiano dell`Etnografia 2011 organizzato dall`Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna in collaborazione con la Società italiana per la Museografia e i Beni Demoetnoantropologici....

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Obbiettivi del progetto
L’obbiettivo – spiega il direttore dell’unla Marcello Marras – è recuperare e salvaguardare le pellicole amatoriali, con la convinzione che esse costituiscano documenti importanti ai fini della ricostruzione della memoria collettiva e della storia personale e pubblica, intesa sia come storia del territorio sia come storia della vita e delle abitudini delle donne e degli uomini che lo abitano.

Il recupero di questi fragili frammenti di memorie – conclude Marras - appare in special modo importante e promettente nel
contesto sardo, che si annuncia come un deposito di soggettività molteplici ed eccentriche, capaci di testimoniare gli sguardi di una terra antica, ancorata a tradizioni fortissime e insieme aperta ad accogliere le spinte della modernità.

26 / 07 / 2011

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Dietro il sipario

Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui



Il canto delle sirene

Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più

facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie

dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di

perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con

un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa

abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,

che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come

Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i

tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.

Ma un individuo.


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