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Festival Dromos: Noa in concerto
Il suo ritmo, è un 'onda che travolge, fino alle più remote corde dell'anima, scatenando emozioni e pensieri che volano fino alle stelle dell'universo. Anche perché, le stelle ci sono davvero, nel cielo di Capo Mannu. Non solo il ritmo della voce, melodica e armoniosa. Noa canta con il corpo, con l'espressione del viso, con la danza, con il movimento dei suoi abiti. Riesce a trarre note dalla modulazione originale e proporzionata da qualsiasi oggetto: anche il suo petto diventa strumento per percussioni uniche e un barattolo di latta, ex contenitore di olio, si trasforma in tamburo. E Noa, ironizza: questo è un tipico strumento yemenita. Il concerto della cantante israeliana, all'interno della decima edizione del Festival di Dromos, ha richiamato oltre tremila persone da tutta l'isola. E il pubblico è rimasto incantato, stralunato, rapito da un serata davvero magica, sia per la protagonista, che spazia dalle note arabeggianti a ritmi occidentali, riflettendo la sua multidentità, che per il contesto: Capo Mannu, nella marina di San Vero Milis. Noa da parte sua è rimasta soddisfatta per il calore e l'attenzione del pubblico, contenta per avere davanti persone capaci di ascoltare con il cuore e la mente aperti. Aperti alla diversità, alla contaminazione, alla cultura. Aperti agli altri mari, che sono lontani da noi, ma hanno lo stesso profumo di salsedine e libertà.
16 / 07 / 2008
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