Festival dei Migrantes
Inaugura oggi il Festival dei Migrantes, la tre giorni di musica, teatro e approfondimento organizzata a Bosa da Asl n°5 e associazione Ippogrifo con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna, Comune di Bosa, Unione dei Comuni Planargia-Moniferru Occidentale, per la direzione artistica di Cada Die Teatro.
A dare il via al Festival, questa sera alle ore 18.00 in piazza Monumento, sarà la Dunumba Afro Percussion Band, con Giorgio Del Rio, Arturo Cherchi, Davide Madeddu, Alassane M’Baye, El Haji Lo, Kilap Gueye, Andrea Alberton, Samantha Ancis, Elene P., Momar Gaye, Dudu Fall, Si tratta di un concerto tutto a base di strumenti originali dell’Africa dell’ovest, come il djembe, il sabar, il tama e i doundoum, con l'accompagnamento di ballerini africani, che trascina gli spettatori in una coinvolgente e divertente danza collettiva, con ritmi di arcana e misteriosa bellezza, come il Kakilambe, il Djole o il travolgente Kuku-mix, con il percussionista Momar Gaye che invita il pubblico alla danza e al canto.
Alle ore 21.00, il Teatro Comunale di Bosa – che sarà inaugurato per l'occasione dopo i lavori – ospiterà lo spettacolo teatrale “Sorella Vigilante”. La piece, diretta dagli attori Alessandro Mascia e Mario Madeddu, con la collaborazione di Mauro Mereu, le musiche e i suoni di Giampietro Guttuso e le luci di Giovanni Schirru, porterà in scena gli attori del laboratorio teatrale della Asl n°4 di Lanusei. Rivolto all'area del disagio psichico, fisico e sociale, il laboratorio si è sviluppato all'interno del progetto “Migranti”, un progetto che dal 2009, con il sostegno della Asl di Oristano, è approdato anche ad Ales, Bosa, Ghilarza e Oristano.
Domani, venerdì 4 settembre, alle ore 9.30 al Teatro del Cottolengo si terrà il convegno “Viaggi della mente, la folle creatività”, moderato dallo psichiatra del Centro di Salute Mentale di Oristano Gianfranco Pitzalis e dall'attore Alessandro Mascia. Previsti diversi interventi di esponenti del mondo sanitario, accademico, artistico: a prendere la parola saranno, fra gli interventi, il direttore generale della Asl n°5 Bruno Palmas, il direttore del Distretto sanitario di Ghilarza-Bosa Francesco Pes, il rettore dell'università di Sassari Attilio Mastino, gli attori Enrico Masseroli e Giuseppe Errico, quest'ultimo psicoterapeuta impegnato nel progetto “Teatri contro l'esclusione”. Il convegno sarà intervallato dagli interventi canori di Echos e dalla recitazione dei partecipanti ai laboratori teatrali di Oristano, Bosa e Ales.
Nella serata di domani, alle ore 18.00, saranno gli Echos vocal Ensamble a ravvivare il centro storico di Bosa con un appuntamento musicale all'aperto. Giovani musicisti provenienti da formazioni ed esperienze eterogenee (lirica, musical, pop), affiancheranno diversi generi, dal contemporary a Bach, dal tango argentino di Astor Piazzolla al folklore sudamericano per uno spettacolo vivace e coinvolgente.
Alle 21.00, sempre al Teatro comunale, sarà la volta dello studio video-teatrale-musicale “Da Pinocchio a Itaca”. Diretto da Alessandro Arrabito, lo spettacolo nasce dall'assemblaggio di due distinti progetti del Dipartimento di Salute Mentale della Asl n°3 di Nuoro - “Pinocchio” e “Odissea” - poi ripreso da Casateatro 2007, che ha per protagonisti attori diversamente abili.
03 / 09 / 2009
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Il canto delle sirene
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Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
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