Festa Europea della Musica
In occasione del Solstizio d’estate ed in contemporanea con altre 60 città in Europa, Domenica 21 Giugno 2009 a Narbolia, in provincia di Oristano, si svolge uno degli eventi italiani aderenti alla Festa Europea della Musica. Dalle ore 18 sino alla notte, nel centro storico del paese e su 3 palchi, si esibiranno oltre venti gruppi provenienti da tutta la Sardegna. Saranno presenti Stand Gastronomici del Bue Rosso del Montiferru, della cucina per celiaci, della cucina a base di prodotti offerti spontaneamente dalla natura (non coltivati, ma raccolti nei campi e dalle piante). La manifestazione è organizzata dall’Associazione The Bridge, l’Amministrazione Comunale di Narbolia, il coordinamento nazionale della Festa ed il Mibac.
20 / 06 / 2009
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La musica riduce le distanze
Il 21 giugno 2009, 15a edizione italiana della Festa della Musica, sancisce la collaborazione tra il Ministero dei Beni e Attività Culturali e l’Associazione italiana per la Promozione della Festa della Musica attraverso una convenzione, mirata a sviluppare e coinvolgere sempre più città all’evento musicale che celebra il solstizio d’estate.
Per amplificare la dimensione internazionale dell’evento, si è intrapresa una collaborazione tra i Ministeri della Cultura francese e italiano, mirata a favorire gli scambi artistici tra i due paesi, creando così le condizioni di una visibilità oltre i confini dei talenti italiani, locali e nazionali.
Il prossimo 21 giugno è l’occasione per organizzare un evento di dimensione sociale, nazionale ed europeo per tutte le città italiane.
20 / 06 / 2009
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La Festa della Musica
La Fête de la Musique non è un festival. E’ una grande manifestazione popolare gratuita che si tiene il 21 giugno di ogni anno per celebrare il solstizio d’estate; è una festa aperta a tutti i partecipanti amatori o professionisti, che desiderano esibirsi di fronte ad un vasto pubblico, sempre curioso e disponibile.
Lanciata in Francia nel 1982, la Fête de la Musique è diventata un autentico fenomeno che si iscrive ormai in un contesto europeo che coinvolge ormai numerose città in tutto il mondo. In Europa dal 1995 hanno aderito, confederandosi in una Associazione europea, le città di Atene, Barcellona, Berlino, Budapest, Bruxelles, Lisbona, Liverpool, Losanna, Madrid, Napoli, Parigi, Praga, Roma, Senigallia (An). In Italia, in questi ultimi anni. numerose città hanno aderito all’evento come, Arco Val di Ledro (Tn), Rivoli (To), Lucca, Siena, Modena e molte altre ancora stanno aderendo.
Tutti i generi musicali sono coinvolti, così come tutti i pubblici, con l’obiettivo di rendere popolare la pratica musicale e di unire le persone di tutte le condizioni sociali, giovani e non, alle più diverse espressioni musicali. La Fête de la Musique è l’occasione di creare un linguaggio musicale aperto.
I musicisti sono invitati ad esibirsi gratuitamente e tutte le manifestazioni sono gratuite per il pubblico, all’aperto, per le strade, le piazze, i giardini, oppure in luoghi tradizionalmente adibiti ad altre attività come i cortili di chiese, musei, castelli.
La festa offre inoltre la possibilità di proporre dei concerti negli ospedali o nelle prigione, di sviluppare incontri e scambi.
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Dietro il sipario. Un romanzo che comunica attraverso il linguaggio delle emozioni, per cercare di raggiungere la sfera irrazionale e ultrasensibile del lettore. Nelle pagine emerge la riflessione sulla fine dell'esistenza, ma vengono affrontate anche le diverse modalità con le quali gli esseri umani tentano di rispondere e reagire al male di vivere. Non si può scegliere di nascere ma si può scegliere di morire. Se vuoi leggere in anteprima i primi capitoli, o acquistarlo, clicca qui
Il canto delle sirene
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Noi non vogliamo ascoltare. Non è che non possiamo. Non vogliamo perché non ne abbiamo il coraggio. È molto più
facile vivere protetti dalle abitudini e dal conformismo. Pensare attraverso concetti preconfezionati e con le categorie
dei gruppi. Perché se solo proviamo ad ascoltare, ci sembra di precipitare. Se ascoltiamo la nostra testa, ci sembra di
perderci. Eppure lei avrebbe qualcosa da dirci. Ma ci sconvolgerebbe. Allora meglio mettere sempre gli auricolari con
un po’ di musica. O accendere la televisione appena si rientra a casa. Perché il silenzio ci fa paura. Non sappiamo cosa
abbiamo dentro. Siamo sempre in bilico sull’orlo della follia. Ma è molto meglio perdersi nel labirinto dei propri pensieri,
che stare a galla su un mare di cemento finto. È inutile ascoltare il canto delle sirene legati all’albero maestro, come
Ulisse. O mettersi i tappi come i suoi marinai, e non ascoltare affatto. Dobbiamo ritrovare il coraggio di toglierci i
tappi e stare con le braccia libere al vento, per godere appieno della libertà della creazione, accogliere l’irrazionale e farcelo scivolare nelle vene. E così, forse, non saremo più un numero.
Ma un individuo.
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