Febbre suina: nessun rischio provincia Oristano
Non ci sono importazioni di suini vivi dalle zone colpite dall'epidemia e il virus non si trasmette mangiando carni di maiale: questi i due pilastri su cui poggiano le rassicurazioni del Servizio dell'Igiene Pubblica e il Servizio veterinario della Azienda Sanitaria Locale n°5, a proposito della febbre suina che in questi giorni ha toccato Messico, Stati Uniti e alcuni paesi dell'Europa, tra cui, comunque, non figura per il momento l'Italia.
«Non c'è alcun motivo per preoccuparsi – spiega la responsabile del Servizio Igiene Pubblica Valentina Marras – la situazione è sotto controllo: nessun caso si è registrato in Italia e, in ogni caso, siamo tutti stati allertati per intervenire con le adeguate cure a base di farmaci antivirali se dovessero presentarsi dei casi sospetti».
Il nostro paese è adeguatamente e sufficientemente fornito di scorte di tali farmaci, che provvederebbe a somministrare in caso di necessità, ed è pronto a fronteggiare qualsiasi eventualità. Il consiglio dei medici è quello di non assumere di propria iniziativa i farmaci antivirali, che possono avere pesanti effetti collaterali, ma unicamente di rivolgersi ai sanitari in caso si avvertano dei sintomi sospetti, che sono quelli di un'influenza molto forte e di febbri alte.
Ad ogni modo, in Italia esiste una capillare rete di prevenzione, oltre che di cura, per quanto riguarda l'influenza umana: distribuito sul territorio esiste un sistema di medici-sentinella che tengono costantemente sotto controllo le ricombinazioni dei virus influenzali: un sistema che sarebbe capace, dunque, di sorvegliare e reagire prontamente di fronte all'insorgenza di nuovi virus.
Evitare ingiustificati allarmismi è la parola d'ordine anche dal punto di vista del consumo delle carni suine: il virus non si trasmette mangiando la carne di maiale, ma stando a contatto con animali infetti o con persone che hanno contratto il virus. Anche sotto questo profilo, il parere dei sanitari è rassicurante: «Noi non importiamo suini vivi dalle zone in cui si sta registrando l'epidemia, ovvero Messico e Spagna – spiega il veterinario Gianni Panichi – per cui è altamente improbabile che il virus venga trasmesso per via animale».
28 / 04 / 2009
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