Emigrazione e Immigrazione: primo incontro tra le Consulte
È stato approvato all’unanimità il documento “Sardegna terra di pace in un mare di pace” dalle Consulte Emigrazione ed Immigrazione riunite, per la prima volta, in sessione comune a Cagliari.
«La coesistenza di tante diversità, senza generare conflitto tra culture, vuole essere un auspicio perché la Sardegna sia considerata, sempre più, una terra di pace e di accoglienza»: recita la frase che conclude il documento.
I rappresentanti delle comunità dei sardi nel mondo e degli immigrati nell’Isola, il presidente della Regione, Renato Soru, e l’assessore regionale del Lavoro, Romina Congera, presidente dei due organismi hanno partecipato ai lavori insieme all’unica rappresentante della Sardegna in Consiglio europeo, Giovanna Corda, emigrata in Belgio e componente della Consulta.
L’incontro non resterà un episodio isolato, ma sarà solo la prima di una serie di sessioni comuni sulle esperienze dei migranti in Sardegna.
«Continueremo ad incontrarci in sedute comuni – ha spiegato l’assessore Congera - lavorando per il confronto e la crescita delle culture accomunate dallo sradicamento dalle proprie terre e dalle proprie origini, per fare della Sardegna davvero una terra di pace e di accoglienza».
«Questa Amministrazione regionale crede in una solidarietà non legata al buon cuore, ma ai diritti – ha sottolineato il presidente Soru – e non ha paura dell’immigrazione. È importante confrontarsi, stare insieme, confondersi».
E l’incontro è stato occasione per analizzare il fenomeno migratorio in tutta la sua complessità. Sono stati illustrati i diversi volti di un’emigrazione che continua ancor oggi con la continua fuga di giovani sardi, spesso laureati e diplomati, che non trovano un’occupazione nell’Isola. È stata inoltre garantita la ripresa imminente delle pubblicazioni del Messaggero Sardo, giornale degli emigrati sardi.
Anche gli immigrati in Sardegna hanno esposto le loro difficoltà e i bisogni delle comunità: dalle grandi questioni sociali – la politica abitativa, la condizione di vita nelle carceri – a bisogni più particolari – il campo di cricket per i ragazzi pakistani – ma fondamentali per un pieno inserimento nel rispetto delle culture.
16 / 12 / 2007